Segnalati eccessi nelle concessioni di demanio
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fonte:
- Corriere del Mezzogiorno
Un dettagliato dossier sul Cilento è stato consegnato dal Codacons al comandante della Capitaneria di Porto
Un "dossier coste" per salvare il Cilento dall’abusivismo e dall’inquinamento. è sempre in prima linea il Codacons Salerno nella difesa dell’ambiente naturale del nostro territorio provinciale. Nei giorni scorsi gli attivisti dell’associazione hanno consegnato al comandante della Capitaneria di porto di Salerno, Vincenzo De Luca, un fascicolo d’inchiesta, curato dal presidente regionale Enrico Marchetti e dall’avvocato Pierluigi Morena dell’ufficio legale, nel quale vengono denunciate una serie di azioni illecite in danno del territorio, in particolare delle aree protette del parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. "Segnaliamo innanzitutto – si legge nel dossier – eccessi nelle concessioni del demanio marittimo a favore degli stabilimenti balneari. Ciò a scapito della libera balneazione, della fruibilità del mare da parte degli utenti e in spregio della tutela del paesaggio". Tra le varie emergenze risulta quella di Cala del Cefalo, una baia ampissima che comprende l’arenile e – comprendeva – le dune di sabbia.Il fronte di dune appunto è oramai soltanto un ricordo lontanissimo. è scomparso a causa della massiccia presenza di pedane e altre strutture balneari, fino a pochissimi anni fa assenti. Le strutture artificiali, in effetti, determinano un deterioramento del processo di coesione tra le particelle di sabbia favorendo l’erosione e la destabilizzazione della struttura ecologica. Addirittura nella zona compresa tra Capo Palinuro e l’Arco Naturale viene artificialmente creato uno sbarramento che forma un lungo "lido" con ombrelloni e sdraio. Lo sbarramento artificiale ha creato un porto con tratto navigabile del fiume. Altra situazione difficile è quella di Pisciotta a seguito dei lavori di ampliamento del porto turistico. "Tali lavori scrive il Codacons – riguardano gran parte del litorale esterno al porto stesso, per diverse centinaia di metri, con la costruzione di nuove dighe e barriere soffolte le quali potrebbero alterare profondamente l’ambiente marino, il regime del trasporto solido lungo la costa, con pregiudizio per la natura, il paesaggio e l’equilibrio delle spiagge limitrofe con erosioni a valle e forti interramenti a monte". Altre emergenze vengono segnalate per il fiume Calore dove "è noto che molti dei Comuni percorsi dal fiume Calore non sono dotati di impianti di depurazione, o se dotati di tali impianti essi non risultano a norme poiché malfunzionanti o obsoleti". Problemi infine anche a Piaggine dove è stato pianificato il taglio di circa cinquecento faggi di alto fusto, con un intervento che degraderebbe profondamente l’ambiente e il paesaggio. Umberto Adinolfi Addio dune La spiaggia di Cala del Cefalo con le strutture artificiali.
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