13 Marzo 2008

Dal pane alle rate del condominio: la fatica di pagare

Dal pane alle rate del condominio: la fatica di pagare


DA MILANO

P rezzi alle stelle, salari bassi e un pesante prelievo fiscale. Una triplice congiuntura dagli effetti micidiali per le famiglie italiane che stanno scivolando verso condizioni di povertà, fra le più preoccu- panti d’Europa. Non è allarmismo. Ma la cruda realtà che viene fuori incrociando i dati degli ultimi rapporti presentati da Ocse, Istat, Bankitalia. Oltre alla difficile situazione internazionale derivante dall’impennata del prezzo del petrolio.
Solo pochi giorni fa l’analisi dell’Istat confermava per febbraio l’inflazione ferma al 2,9%, ma con un più 0,3% rispetto a gennaio e soprattutto un balzo del 5% degli alimentari, ai valori massimi dal 1996 (il pane a +12,5%, la pasta a 14,4% e il latte al 10%). Preoccupante anche il pianeta casa. L’Anaci, l’associazione degli amministratori di condominio italiani, evidenzia come «per alcune fasce sociali c’è sempre maggiore difficoltà a rispettare le scadenze». Gli affitti sono cresciuti a Roma in pochi anni del 128%. Altro fronte caldo, il gasolio. In crescita ormai inarrestabile. Con il diesel a livelli record di 1,36 in linea quasi con la benzina `ferma` a 1,4. Il Codacons annuncia una class action in favore degli automobilisti che di recente hanno acquistato una vettura diesel: «Sono stati spinti ad acquistare una vettura a gasolio, spesso persuasi dal risparmio sulla spesa per il carburante che tale tipologia di motore consentiva, visto il prezzo inferiore del diesel rispetto alla benzina verde. Un risparmio che, come attestano i dati odierni, si sta man mano assottigliando, e rischia di essere annullato del tutto nei prossimi giorni». E con il petrolio che batte un record al giorno, toccando ieri i 110,20 dollari a barile (chiusura a 109,95), si attendono gravi ripercussioni anche su bollette di elettricità e gas. Il rischio stangata per le famiglie italiane è calcolabile in almeno 800 euro l’anno.
Da qui attenzione puntata sui salari e la condizione economica delle famiglie, sottolineata anche dal presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, e da diversi parti sociali e politiche. I dati dell’Ocse che ci relegano al 23° posto con un salario netto di media di 19.861 dollari e con un onere fiscale del 45,9%, non lasciano alcun dubbio di interpretazione. Gli italiani guadagnano poco. Ben lontani dalla media dei Paesi dell’eurozona di 26.434 dollari l’anno. Un Paese segnato da un cuneo fiscale pesantissimo. L’allarme sui salari arrivava già a gennaio da Bankitalia: «I redditi dei lavoratori dipendenti sono fermi dal 2000». La `ricetta` del governatore Draghi: «Necessario che il reddito torni a crescere e per farlo bisognerà rilanciare la produttività, far ripartire i consumi, puntare sulla flessibilità, senza che diventi un peso per i giovani».
Specchio di una situazione divenuta insostenibile è il prezzo al consumo di un prodotto primario per le famiglie: il pane. Il Garante per la sorveglianza dei prezzi, Antonio Lirosi, ha convocato per oggi pomeriggio un tavolo di confronto ad hoc, a cui parteciperanno anche il Ministero delle Politiche A- gricole, l’Unioncamere e le rappresentanze dell’industria, dell’artigianato e del commercio del settore della panificazione. «I prezzi di vendita del pane devono diminuire di almeno il 10%, affinché le famiglie non debbano rinunciare a questo prodotto fondamentale per l’alimentazione», è la richiesta di Federconsumatori. I panificatori si difendono. L’associazione veronese sottolinea le forti spese che incidono sul prezzo: manodopera, materie prime e spese di gestione.
Ognuno avrà le sue ragioni, ma rimane il fatto che si registra un aumento generalizzato dei prezzi (alla produzione come al consumo) e le famiglie con i redditi fermi non ce la fanno più.

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