13 Marzo 2008

Babele di prezzi per il pane

Babele di prezzi per il pane
A Napoli i rincari più alti (25,8%), a Milano e Bologna i listini maggiori: quasi 5 euro il chilo

Un euro al chilo a Bari, quasi cinque volte di più a Milano e Bologna. E ancora: listini quasi fermi a Torino, ma anche aumenti da inflazione sudamericana nei grandi centri del calibro di Nappane, oli, Milano, Roma, Palermo e Reggio Calabria. Quello dei prezzi del pane sembra un intrigo degno di un romanzo di John Le Carrè. “Troppi paradossi e zone d`ombra: il mercato del pane ha bisogno di una operazione di trasparenza. Abbiamo monitorato i listini di vendita e ci siamo trovati di fronte a una babele di prezzi; capisco che i consumatori siano disorientati. è dunque ora di fare finalmente chiarezza e soprattutto di porre le condizioni per far scendere i prezzi e ridare fiducia alle famiglie“. E così Antonio Lirosi, garante per la sorveglianza dei prezzi, ha convocato per oggi a Roma un vertice con tutte le associazioni del settore della panificazione (artigiani, commercianti e industria, oltra a rappresentanti del ministero Politiche agricole) per far sì che si raffreddi la temperatura dei listini del bene primario per antonomasia sulle tavole degli italiani.All`inizio della prossima settimana sarà la volta della filiera della pasta. Finora, ricordano gli ultimi da-ti Istat, il pane,sull`onda dei rincari mondiali del grano ha accusato al dettaglio incrementi medi che sfiorano il 13% secondo l`indice Nic (+19% dal 2001, ricorda l`Adoc). E le famiglie hanno regito stringendo la cinghia: gli acquisti, in volume, sono in calo del 6/7%. Dal canto suo l`Antitrust ha aperto una indagine, partendo da Roma, per capire se le intese di categoria sui listini mettono a rischio la concorrenza. Oggi Lirosi presenterà agli operatori del pane un dossier che in poche cifre descrive uno scenario che solleva molti interrogativi. “Chiederò spiegazioni e impegni precisi – commenta Lirosi –. La rincorsa dei prezzi del pane ha fatto calare i consumi. Non bisogna dimenticare che il pane è in cima alla lista dei prodotti di prima necessità “. In effetti a guardare i dati, a fronte peraltro di rincari sostanzialmente omogenei sui mercati internazionali, emerge un quadro paradossale per la variabilità estrema degli aumenti, da un lato, e dei prezzi al consumo dall`altro. Per quanto riguarda i rincari (le stime sono a gennaio 2008 e su base tendenziale) emerge che il record spetta a Napoli con un aumento del 25,8% del prezzo del pane in media, seguono Reggio Calabria con il 21,2% e Milano con il 17,1%. Da notare che a Torino, però, i prezzi non risultano surriscaldati (+1,7%, sotto l`infòazione al 2,9% in media), così come in misura minore a Firenza (+4,5%). Se ci si accosta ai prezzi pagati dalle famiglie il disorientamento è ancora più forte. A Bari, come detto, si parte da un euro al chilo, a Milano e Bologna si tocca il massimo con 4,80 euro per il pane comune. Ma le oscillazioni tra prezzi minimi e massimo sono troppo ampie. Inoltre il dossier elaborato dal ministero Sviluppo economico rileva che l`aumento medio in Italia (+8% secondo gli indici Eurostat) è doppio rispetto alla Germania (+4,1%) e più alto della Francia (+6,9%). Le associazioni dei consumatori hanno accolto con molto favore l`iniziativa del garante dei prezzi: per fderconsumatori c`è spazio per ribassi del 10% almeno. I panificatori si difendono. “I ribassi sono già iniziati – dice Edvino Jerian, presidente della Fippa –. C`è troppo allarmismo. Valuteremo i rincari con Lirosi, chiedermo però anche tariffe elettriche più basse. I costi di produzione spiegano le differenze sul territorio“. “Sul prezzo – spiega Antonio Salvagno, presidente dei panificatori di Verona – la manodopera incide quasi la metà, riteniamo 1,73 euro al chilo, poi ci sono materie prime (17%), ammortamenti, spese di gestione, affitto, luce e gas, per un totale di 3,80 euro al chilo“. Comunque qualcosa comincia a muoversi anche sul fronte dei costi locali. Lirosi, la presidente della Provincia dell`Aquila,Stefania Pezzopane, e i sindaci dei 108 Comuni dell`area hanno siglato ieri un accordo, il primo in Italia, per bloccare le tariffe locali.

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