12 Marzo 2008

Pane, i consumatori chiedono un taglio ai prezzi

Pane, i consumatori chiedono un taglio ai prezzi
Groff (Adoc): “Sentiremo tutti i venditori per capire fino a dove si può scendere“

Dieci anni fa fu protagonista della clamorosa denuncia all`Antitrust del cartello dei panificatori, che nel 1999 si concluse con una condanna di quattro produttori locali. Oggi l`Adoc, associazione consumatori della Uil, torna alla carica, non con le carte da bollo ma con una proposta che sarà rivolta a tutti i panifici: prezzi calmierati e spaccatina (quella più economica) garantita durante l`intero arco della giornata. Tutto ciò mentre a Padova si scatena la guerra del pane low-cost. La notizia, diffusa ieri da La Repubblica, ha subito avuto un`eco locale. Il Consorzio panificatori riuniti, 50 imprese fra Padova e provincia, ha concluso un accordo con due associazioni di consumatori (Adusbef e Codacons) e ha annunciato che da Pasqua abbasserà i prezzi: da 3,50 a 2,70 euro al chilo. “Non possiamo continuare a lamentarci del prezzo della farina e dell`energia“, dichiarano al Consorzio. “Qui si rischia la rivolta“. Annuncio che ha innescato l`intervento immediato dei panificatori Ascom di Padova: “E` come dire che tutti gli altri fornai, che vendono a 3,50, sono dei ladri. Dati alla mano, il prezzo del pane oggi non può diminuire“. A Trento il presidente dell` Adoc, Sergio Groff, prende subito la palla al balzo: “Proporremo a tutti i panificatori della provincia di dirci fino a che fascia di prezzo sono disponibili a scendere e soprattutto che garantiscano durante tutto l`orario di vendita che il pane comune sia sempre disponibile. Quello sui 2,60-2,70 euro che in mezz`ora va esaurito“. Dopo avere sensibilizzato i singoli, l`associazione chiederà anche che l`iniziativa venga promossa dall`associazione panificatori. E l`allarme lanciato dal consorzio padovano? Si rischia davvero un assalto ai forni di manzoniana memoria? “Mi piacerebbe, ma temo che così non sarà. Anche perché siamo assuefatti agli aumenti ahimè troppo diffusi, come di benzina ed energia. Quello che ci vorrebbe è che l`assessorato intervenisse e si facesse promotore di politiche per calmierare i prezzi. Già esiste un accordo, sottoscritto anche da associazioni, sindacati e artigiani, per fare una ricerca sulla filiera dei prezzi e istituire un osservatorio. Ma il buon Mellarini, anche se sollecitato più volte, non si è mai attivato per renderlo effettivo. E noi abbiamo ritirato la firma, ma altri sono pronti a fare altrettanto“. Anche Pasquale De Matthaeis, di Federconsumatori, ritiene che un accordo come quello padovano sia fattibile anche qui. “Io direi proprio di sì. Lo affermiamo da tanto: bisogna ridurre la filiera e conseguentemente i prezzi. Lo abbiamo sperimentato con l`ortofrutta chiedendo uno spazio nei mercati di Trento, Rovereto e Riva e portando in piazza, assieme a Coldiretti, alcune aziende con prodotti locali. I consumatori sono stati soddisfatti perché oltre ad avere prodotti freschi hanno un risparmio del 30%. Abbiamo proposto ai Comuni che questo esperimento, effettuato in gennaio, ora diventi permanente“. Sul rischio di rivolta De Matthaeis è, rispetto al collega, più pessimista. “Beh, se continua così, è possibile. Si sta verificando quello che diciamo da anni. Prima con la “terza settimana“, poi denunciando l`aumento indiscriminato dei prezzi. Noi siamo convinti che la questione è speculativa, che ogni passaggio della filiera comporta un aumento di prezzo. Abbiamo proposto a Mellarini una commissione che vigili sui prezzi. Noi siamo disponibili sia a collaborare per vedere dove si verificano gli aumenti che a dare la nostra partnership per iniziative come quella di Padova“. Stando alla rilevazione de La Repubblica il prezzo al dettaglio del pane a Trento è di 2,93 euro al chilo. Il podio spetta a Venezia (3,80), Milano (3,55) e Genova (2,95). Tra le città meno care Perugia (1,56) e Firenze (1,84).

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