11 Marzo 2008

Pensioni da fame per gli invalidi civili, proposta di legge per equipararle alle minime

La prima firma è quella del sindaco. Massimo Cacciari ha firmato ieri una proposta di legge di iniziativa popolare per equiparare le pensioni degli invalidi civili alle pensioni minime. L’iniziativa è promossa da Anmic, Associazione nazionale mutilati e invalidi civili.  Come hanno spiegato i commissari regionale e provinciale di Anmic, Bruno Vidal e Gianna Agrizzi, e il presidente regionale del Codacons, Franco Conte, in Italia ci sono 700mila persone che vivono con 8 euro al giorno. "Sembra assurdo, ma questa è la condizione degli invalidi civili al 100 per cento con meno di 60 anni e quella di tutti gli invalidi civili parziali (74-99 per cento) – hanno annotato -. Infatti, per effetto di una legge che li discrimina, la maggior parte degli invalidi, benché si trovi in una condizione di disagio, è costretta a vivere con 246 euro al mese, cioè meno della metà dei 580 euro previsti per le pensioni minime".Con la proposta di legge, l’Anmic mira a rendere esigibile il diritto alla dignitosa esistenza delle persone che si trovano in una condizione di invalidità civile. Si propone, a tal fine, di estendere senza limite d’età il diritto all’incremento delle pensioni, anche sulla base di quanto affermato dall’articolo 25 della "Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo", secondo cui "ogni cittadino ha diritto al mantenimento in caso di perdita dei mezzi di sussistenza per cause indipendenti dalla sua volontà". Il sindaco si è dichiarato d’accordo con quanto affermato dai responsabili dell’associazione. "Che dire, sono perfettamente d’accordo – ha affermato – e firmo volentieri questa proposta".Per firmare basta rivolgersi alle sedi provinciali Anmic. Il sito internet è www.anmic.it, la mail [email protected]. Lamb.

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