8 Marzo 2008

Mister prezzi: no speculazioni generalizzate

Nel panorama dei prezzi, sebbene ci siano stati aumenti, non ci sono “speculazioni generalizzate“. A rassicurare è stato il garante per la sorveglianza dei prezzi, Antonio Lirosi, in occasione di un incontro, avvenuto ieri, con la Camera di commercio di Milano. Tuttavia, ha denunciato Mister prezzi, un prezzo del latte superiore a 1,7 euro al litro è “ingiustificato“. Quanto al pane e alla pasta, le altre due categorie di prodotti sui quali il garante ha detto di ricevere il maggior numero di segnalazioni di aumenti, Lirosi ha detto che il 13 marzo verrà aperto un tavolo con i panificatori e la settimana successiva con i pastai. Oltre all`apertura dei tavoli con le associazioni di categoria, il garante ha sottolineato l`importanza del fatto che “la Guardia di finanza va in giro per i mercati per evitare aumenti ingiustificati e speculazioni individuali“. Un modo per replicare ad alcune associazioni di consumatori che riferivano invece di speculazioni generalizzate, a suo parere, appunto, assenti. Secondo Lirosi tuttavia è necessario “vigilare per limitare al massimo l`impatto dell`aumento dei costi delle fonti energetiche“ tra le quali anche il grano, “che ha toccato molte filiere“. Quanto alle iniziative di alcuni comuni italiani per tenere sotto controllo gli aumenti Lirosi le ha definite “molto positive perché occorre un mix di azioni: controllare i prezzi, ma anche introdurre buone pratiche“. A questo proposito ha aggiunto che Milano rientra tra le zone dove sono presenti “buone pratiche“. Lirosi ha, infine, anticipato che sul sito del garante sarà pubblica una whitelist in cui figureranno le aree geografiche in cui sono state attivate le “buone pratiche“, ossia iniziative di contenimento e riduzione dei prezzi e informazione ai consumatori. L`incontro ha dato modo, inoltre, di sbirciare l`andamento dei prezzi nel capoluogo lombardo: sono cresciuti meno (in alcuni casi molto meno) rispetto alla media nazionale. Si parte dal dato generale: aumento italiano +2,9%, aumento milanese +2,8% e si prosegue con i beni di prima necessità: pane e cereali, +5,6% meneghino contro +8% nazionale; frutta, +2,9% contro +4,8%; abitazione, +2,8% contro +4% (merito delle tariffe di acqua potabile e raccolta dei rifiuti, ferme a +0%, e del gas, sceso dello 0,6% contro i rispettivi aumenti medi italiani del 6,5%, del 7,9% e dello 0,8%). E all`ombra del Duomo si cerca di tenere stabili anche birra, abbigliamento e calzature: +1% contro +2,8% la prima, +1,2% contro 1,6% nazionale i secondi. Percentuali che, però, sono state contestate dal Codacons: l`inflazione “è completamente sballata come del resto i dati Istat. Anzi, lo studio è sballato proprio perché basato su un`elaborazione dei dati ufficiali, da anni contestati dal Codacons. Inoltre si trascura oggettivamente la cosa più importante, ossia che Milano è la città più cara d`Italia e d`Europa, come svariate ricerche nel passato hanno dimostrato. Quello che conta“, ha commentato Marco Donzelli, presidente del Codacons, “è il costo della vita e non la percentuale di aumento. Anche se fosse vero che a Milano si è registrato, per un anno, uno 0,1 percentuale in meno di aumento rispetto al resto d`Italia, il dato di partenza è molto più alto e, quindi, gli aumenti, in termini assoluti, sono maggiori. Inoltre i prezzi dal 2002 sono raddoppiati“.

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