L`uovo di Pasqua mai così salato
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fonte:
- La Stampa
Aumento del 19% sul prezzo, proporzionalmente più pesante sulle uova artigianali piuttosto che su quelle dei grandi marchi
Ci sarà una bella sorpresa per tutti dentro le uova di Pasqua di quest`anno: un aumento del 19% sul prezzo, proporzionalmente più pesante sulle uova artigianali piuttosto che su quelle dei grandi marchi. Il latte costa di più, l`energia non ne parliamo e quindi il classico uovo, dolce per i bambini, sarà decisamente “salato“ per i genitori. Federconsumatori ha fatto un monitoraggio su tutti i prodotti pasquali e, se si eccettua la carne di pollo, tutti gli altri alimentari tipici del periodo sono aumentati dal 5 al 20 per cento. In una tabella distribuita dall`associazione si evidenziano gli aumenti anche nel dettaglio: nel 2007 un uovo di marca piccolo (150 grammi) costava 5,90 euro, quest`anno viene venduto a 7,10 euro, registrando una variazione del 20,3%. Invece, per uno di 220 grammi – sempre di marca – quest`anno si pagano 9,80 euro, a differenza dei 8,29 euro dello scorso anno (+18,2%). Più articolati, ma altrettanto rilevanti, i rincari della carne: “Ad aumentare di più – dice Federconsumatori – sono state le carni di coniglio e tacchino, del 10,6% e del 12,9%. Grazie all`intervento del Garante dei Prezzi, la carne di pollo, quella più consumata, è invece diminuita del 14%“. Infine è da segnalare che “le uova fresche, ingrediente indispensabile nella nostra cucina, hanno subito aumenti rilevanti“: dalla tabella di Federconsumatori emerge che nel 2007 una confezione da 10 uova costava 1,99 euro, nel 2008 ne costa 2,20, più 11%. Codacons (altra associazione di consumatori) ha calcolato che ogni famiglia spenderà in media 175 euro per il pranzo pasquale, 15 euro in più dello scorso anno. Assocarni (l`associazione di categoria aderente a Confindustria), indirettamente chiamata in causa dalla ricerca di Federconsumatori, fa presente che gli incrementi dei prezzi al consumo sono determinati dall`andamento dei costi dei cereali per l`alimentazione animale, dell`energia per la produzione e dal gasolio per il trasporto, con l`aggravante – fa notare il consigliere di Associazione Piero Camilli – del fatto che “i produttori di carne ovina risentono del crollo dei prezzi della pelle“. In questo frangente, dice ancora Camilli, ci mancava solo l`incognita meteorologica: “E` stata una stagione poco piovosa e questo ha danneggiato i pascoli“. Senza dire che la legge del mercato vuole che i prezzi siano destinati a lievitare quando la domanda è più alta: “Il 40% degli agnelli si lavorano in due settimane, quella di Natale e quella di Pasqua – spiega Camilli – Lo scorso anno per Pasqua sono stati macellati più di 1 milione di capi“. Gli italiani sono i maggiori consumatori del Vecchio Continente, e si calcola ne mangino in media 1,6 chili a testa in un anno, anche se i consumi sono in calo, soprattutto tra le giovani generazioni. Anche Federcarni (l`altra associazione del settore, aderente a Confcommercio) concorda con questa analisi: “Il comparto della carne attraversa tutto un periodo di completa stasi – riferisce il direttore generale Lorenzo Ortenzi – Il trend è stagnante da un anno, anche se da poco è in corso una ripresa per le carni avicole, dopo lo stop subito per l`allarme aviaria. I consumi di agnello sono invece fermi dal 2004 e concentrati per l`80% a Pasqua e Natale“. L`andamento dei prezzi è nella sostanza stabile, con incrementi inferiori all`inflazione. Piccola ditata di miele (e solo per pochi), da parte di Autostrade che viene incontro agli automobilisti: da sabato 8 sino al 24 marzo – compreso quindi il ponte di Pasqua – tutti i possessori del Telepass Premium, potranno risparmiare fino a 7,5 eurocent al litro per i rifornimenti di carburante (benzina e gasolio) effettuati sulla rete autostradale, nei circa 100 impianti Tamoil e Shell aderenti all`iniziativa.
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