5 Marzo 2008

Accordo tra fornai, pane meno caro a pasqua

Protagonisti del "patto" sono le associazioni Adusbef e Codacons Risparmio di un euro al chilo rispetto agli attuali listini

Partono cinquanta rivenditori

RUGGERO GO "Siamo di fronte a un esempio di come lo scambio dialettico tra realtà contrapposte sia possibile" A Pasqua il pane sarà decisamente meno caro. Il primo e rivoluzionario accordo tra i fornai del Consorzio Panificatori Padovani e le due associazioni dei consumatori Adusbef e Codacons è di quelli che contano: ogni chilo di pane acquistato costerà circa un euro in meno rispetto agli attuali listini. Fra qualche settimana in una cinquantina di panifici padovani, distribuiti tra città e provincia, il prezzo del pane comune subirà un forte ribasso passando dai 3,50 euro medi di questi giorni al prezzo bloccato di 2,70 euro. A ulteriore garanzia dei consumatori, i panificatori aderenti all’iniziativa assicurano inoltre l’alta qualità del prodotto in vendita. Insomma, una bella boccata d’ossigeno pasquale per il potere d’acquisto delle famiglie. E’ questo il traguardo del progetto "Pane condiviso" presentato ieri nella casa di Assimpresa Padova, in corso Stati Uniti, dai tre protagonisti del patto d’acciaio: l’avvocato Fulvio Cavallari, leader dell’Adusbef di Padova, Maria Chiara Crivellari per il Codacons e il presidente dei Panificatori padovani Gino Federico Sabbadin. Al loro fianco, nel ruolo di grande regista dell’operazione contenimento-prezzi, il leader della nuova Assimpresa Padova Ruggero Go. Tutti uniti nell’ottica di calmierare i prezzi e arginare la flessione delle vendite. Ma come? "L’unico sistema per far fronte comune alla situazione – dice Fulvio Cavallari – è analizzare insieme la filiera delle varie attività per capire dove andare a ricalibrare il mercato offrendo soluzioni concrete". L’associazione dei panificatori si è subito prestata all’iniziativa e, presentando i costi della filiera di un pane comune di qualità, ha dato il via al primo laboratorio d’analisi: così è sorto il piano che porterà rosette, filoncini e pagnotte varie sulle tavole dei padovani a un prezzo mai visto sul mercato da quando esiste l’euro: 2,70 euro al chilo. Come sottolinea Chiara Crivellari del Codacons, "al prezzo bloccato aderiranno una cinquantina di panificatori che esporranno fuori dal negozio una vetrofania fatta ad hoc per l’occasione, in modo tale che il cliente possa riconoscere il panificio aderente al patto salva-portafogli". Stupisce che l’accordo veda come firmatari il mondo della difesa dei consumatori e quello dei commercianti. Due sfere, cioè, che hanno fatto storicamente a pugni. Per Ruggero Go di Assimpresa "siamo di fronte a un chiaro esempio di come lo scambio dialettico fra realtà economicamente contrapposte sia possibile: spesso infatti imprenditori e consumatori hanno esigenze comuni". Ma l’intesa a tre guarda oltre. Partendo dall’analisi dei costi di produzione è infatti emerso che i costi di imballaggio (42 euro ogni 30 chili di pane venduto) sono superiori a quelli per l’acquisto di 100 chili di farina (41 euro), con i quali si producono 30 chili di pane. Ma come: possibile che la borsetta di plastica e il sacchetto di carta siano più cari degli ingredienti primari? ?Purtroppo sì – dice Cavallari – e noi abbiamo pensato di ridurre o eliminare interamente l’imballaggio distribuendo alle famiglie borsette di stoffa lavabili e da utilizzare solo per il pane". E chi le paga? Per i tre moschettieri la risposta è semplice: "La Camera di Commercio". Il progetto sta per essere infatti inviato ai piani alti dell’ente di piazza Insurrezione.

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