Un chilo di pane comune di qualità …
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fonte:
- Il Gazzettino
Un chilo di pane comune di qualità al prezzo di 2,70 euro. Il che significherebbe un risparmio dai trenta agli ottanta centesimi di euro rispetto al costo attuale. A Pasqua, il nuovo prezzo potrebbe diventare realtà. Magari non in tutti i 250 panifici presenti nel padovano, ma almeno in una buona percentuale di essi e riconoscibili attraverso un logo.L’accordo in via sperimentale sul nuovo prezzo è stato reso noto da Gino Sabadin (Consorzio panificatori), Fulvio Cavallari (Adusbef) e Chiara Crivellari (Codacons). Ovvero i rappresentanti delle tre associazioni che ieri, nella sede di Assimpresa, hanno presentato la proposta-progetto "Pane condiviso". Frutto di un’analisi dei costi effettuata su un quantitativo giornaliero di pane prodotto con 100 chilogrammi di farina, andando a spulciare tra tutte le componenti di costo della filiera (materie prime, ammortamenti, manodopera, affitti, imballaggi, energia elettrica, gas, tassa rifiuti, pulizie) per capire su quali voci si potrebbe intervenire.Ebbene, dall’indagine (una cinquantina i panettieri coinvolti) risulta che imballaggio e costo dell’energia elettrica incidono sul prezzo del prodotto finale il 20 per cento. L’imballaggio pesa sul costo del pane addirittura più della farina. Cento chili di farina di buona qualità, senza Ogm e prodotta nel territorio, costa 41 euro (solo sei mesi fa il prezzo era 29-31 euro), mentre sacchetti di carta e sportine di plastica occorrenti per lo smercio del pane ottenuto – ossia 30 chilogrammi – costano 42 euro. "La proposta è tornare all’utilizzo di una borsetta di tela lavabile come avveniva in passato. Per ridurre ancora di più i costi, la Camera di commercio potrebbe partecipare al progetto publicizzandolo e finanziando la borsetta".Altro punto, la tassa rifiuti dei panificatori: 800 euro all’anno (2,19 euro al giorno). "L’idea è coinvolgere i Comuni nel progetto per patrocinare l’iniziativa e per ridurre la tassa sui rifiuti – dicono i rappresentanti – Adottando la borsetta di stoffa si produrrebbe meno materiale da mandare in discarica (carta e plastica, ndr) e pertanto anche la tassa per lo smaltimento dovrebbe essere ridotta. Diminuendo la quantità di immondizie ne beneficia anche l’ambiente".Quanto all’energia elettrica, il costo è di 7,50 euro per 50 chilowatt consumati per cuocere il pane prodotto con 100 chilogrammi di farina. "Utilizzando la tariffazione bioraria notturna con un risparmio del 40-50 per cento sulla tariffa normale si ridurrebbe ulteriormente il prezzo del pane. Abbiamo scoperto che quasi la totalità dei panettieri ha contatori di vecchia generazione e non possono accedere a questa agevolazione. Abbiamo anche appurato che il gestore Enel non vuole sostituire il contatore e offre uno sconto irrisorio per mettere quello elettronico che può registrare il consumo nelle fasce notturne. Abbiamo inviato una segnalazione urgente ai garanti dell’energia, del gas, dell’antitrust, dei prezzi e al Ministro per lo sviluppo economico perchè intervengano affinchè sia concesso il contatore elettronico anche su richiesta degli imprenditori e non solo su iniziativa del garante"..
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