2 Marzo 2008

Viabilità contro l`inquinamento

Viabilità contro l`inquinamento
Non va obbligo del filtro antiparticolato, un arbitrio non previsto dall`Ue

Targhe alterne e blocco auto per ridurre l`inquinamento: non si può accedere alla zona delimitata, a meno che si abbia una vettura con caratteristiche particolari, tra cui Euro 4 diesel dotata di filtro anti-particolato. Il caso viene segnalato da un automobilista casalese che, un anno e mezzo fa circa, ha acquistato un`auto nuova Euro 4, convinto – come gli ha assicurato anche il concessionario – di porsi nella condizione di entrare nelle zone limitate al traffico nei periodi particolari. Invece scopre che, senza quel filtro, l`accesso è vietato. Anche volendo adattare l`auto, non risolverebbe il problema perché l`inserimento del filtro non può essere omologato. Dunque? Solo chi può permettersi di cambiare frequentemente la vettura – e quindi gode di condizioni finanziarie più favorevoli – è avvantaggiato? Secondo l`avv. Antonio Missineo del Codacons l`ordinanza del sindaco di Casale (e quelle simili in altre città) che pone come condizione aggiuntiva all`Euro 4 l`integrazione del filtro anti-particolato è impropria: “Le disposizioni europee indicano l`esclusione dai divieti delle auto Euro 4 , ma non citano affatto il filtro; inoltre, il filtro non riduce l`inquinamento perché trattiene sì le particelle di particolato nelle basse velocità, ma le rilascia altrove quando si aumenta la velocità, ad esempio, appena si esce dal centro“. Rate del mutuo Il rischio di finire tra i cattivi pagatori Una famiglia di 4 persone – genitori e due figli – che abita in provincia rischia di vedersi portare via la casa perché in difficoltà con il pagamento del mutuo. Lui è in cassa integrazione da tempo, lei ha un`occupazione continuativa, ma non particolarmente redditizia, i ragazzi studiano. È un caso, ma, come apprendiamo dalle indicazioni raccolte in associazioni come Adiconsum e Mondoconsumatori, il problema è ultimamente molto diffuso. Il primo motivo di preoccupazione è il meccanismo di recupero delle rate con solleciti che si attuano attraverso telefonate quotidiane da numeri che non possono essere identificati, messaggi preregistrati, personale che non si qualifica. Ma, soprattutto, il cittadino in ritardo con il pagamento della rata viene inserito immediatamente al Crif come “cattivo pagatore“. Il Crif è il gestore del “sistema di informazioni creditizie“ (Sic) in cui sono inseriti i nomi di coloro che ricevono prestiti, finanziamenti, mutui, carte di credito e altro: ogni mese la cosiddetta “centrale rischi“ (privata per importi inferiori a 30 mila euro) viene aggiornata anche con le segnalazioni sulla puntualità dei pagamenti. Le società dei consumatori hanno interpellato il Garante per la tutela dei dati personali il quale ha stabilito che “le segnalazioni delle morosità alla “centrale rischi“ per rate di modesta entità devono essere effettuate solo in caso di mancato pagamento di consistenti somme, di più rate e di gravi ritardi“. Dice Mario Gatti, presidente regionale di Mondoconsumatori: “Le segnalazioni al Crif, dunque, non possono essere automatiche, devono avvenire successivamente al mancato pagamento di 4 rate e solo dopo un preavviso con raccomandata“. In caso di anomalie si può avviare un procedimento contro gli illeciti meccanismi di recupero attuati. I cittadini ci segnalano disservizi, disagi, difficoltà nei rapporti con uffici ed enti in vari settori: dalla malatelefonia, a viabilità, mutui, sanità, poste, banche, case e molto ancora. Scriveteci e segnaleremo le vostre storie interpellando gli interlocutori idonei per possibili risposte.

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