28 Febbraio 2008

Il Codacons: intollerabile l`aumento dei prezzi


Intervistati numerosi consumatori che si lamentano del caro-vita. Un pensionato ha dichiarato di potersi permettere solo pane e latte: “La bistecca per me è troppo“ Il Codacons: intollerabile l`aumento dei prezzi Protesta ieri mattina davanti a un supermercato di viale Venezia: “I generi alimentari costano sempre di più“ Fare la spesa è diventato un salasso. E` quanto sostiene il Codacons che ieri mattina ha protestato contro il caro-prezzi davanti al supermercato Panorama in viale Venezia; una forma di protesta discreta con un paio di bandiere e interviste ai consumatori. “Riceviamo continue lamentele da parte dei cittadini per l`aumento dei prezzi – ha sostenuto il presidente del Codacons Vitto Claut – questa protesta vuole essere una forma di sensibilizzazione verso i problemi che vivono i consumatori a causa dell`aumento indiscriminato dei prezzi“.Secondo il Codacons pane e latte, gli alimenti base, sono rincarati dell`11 per cento e la pasta del 9 per cento. Gli alimenti primari pesano sempre più nelle tasche dei consumatori, se poi si vuole riempire il carrello con carne, frutta e verdura il totale sullo scontrino fa venire il capogiro. “La situazione è grave – ha denunciato Claut – a questo livello è inaccettabile“. In effetti i commenti dei consumatori intervistati sono risultati un coro unanime contro la spesa troppo salata. Se qualche anno fa fare la spesa al sabato pomeriggio con famiglia al seguito e riempire carrelli era quasi una tradizione, oggi varcare la soglia di un supermercato rischia di far venire le vertigini. “Io compro pochi alimentari perché costano troppo – ha dichiarato un consumatore con moglie e tre figli a carico – Ci arrangiamo mangiando meno“, ha detto aggiungendo che se deve fare un acquisto in farmacia per far quadrare i conti riduce anche la quantità di pane da comperare. Cose da terzo mondo, là almeno un panino non si nega a nessuno. “Con cento euro oggi si fa ben poco – ha sostenuto sconsolata un`altra consumatrice – se una volta con 10 mila lire si comprava qualcosa, adesso con 5 euro non si fa niente“. E ancora: “Altro che raddoppiati, i prezzi sono triplicati!“, ha detto forse pensando in maniera nostalgica alle care vecchie lire. Si arriva a casi estremi come un pensionato che alle domande di Claut ha risposto: “Io posso comperare solo pane e latte, una bistecca costa troppo. Mi vergogno persino a dire quanto prendo di pensione“.Non se la cavano bene nemmeno le famiglie numerose; moglie e marito all`uscita del supermercato hanno ammesso: “Cerchiamo di eliminare i prodotti superflui, ma se i prezzi continuano ad aumentare non sappiamo come potremo andare avanti“. Un`insoddisfazione generale e evidente andando a guardare i carrelli semivuoti alle uscite dei supermercati. Claut lancia anche una proposta in favore della trasparenza dei prezzi: “Tutti i negozianti dovrebbero esporre l`importo di acquisto dei prodotti dai fornitori e accanto quello di vendita“. Ma forse vedere nero su bianco il rincaro di un prodotto, durante il tragitto dal produttore alla credenza di casa, rischierebbe di deprimere ancora di più i consumatori.

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