Benzina e rincari, incubo per tre persone su quattro
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fonte:
- Il Gazzettino
Benzina e rincari, incubo per tre persone su quattro
Non è destinato ad arrestarsi, secondo i cittadini del Nord Est, il trend al rialzo dei prezzi del carburante. I rincari registrati nelle ultime settimane non colgono di sorpresa i consumatori, che nella grande maggioranza si attendono, per i prossimi dodici mesi, ulteriori aumenti al distributore. É di quasi tre persone su quattro la componente che immagina un 2008 all`insegna di nuove impennate: a mostrarlo sono i dati della periodica rilevazione dell` Osservatorio sul Nord Est, che ha misurato le aspettative della popolazione nelle regioni nord-orientali. 150 euro in più all`anno: sarà questa, in base alle ultime stime del Codacons, la cifra che le famiglie italiane si troveranno a sborsare per effetto dei rincari sul prezzo della benzina e del gasolio. Una vera e propria stangata, quella determinata dai nuovi record del petrolio, cui potrebbero sommarsi – sempre secondo la denuncia delle associazioni dei consumatori – le ripercussioni sul costo della vita prodotte dagli aumenti sui beni alimentari trasportati “su gomma“. Sfondato il tetto dei 100 euro al barile, per il petrolio, il prezzo della “verde“ è tornato vicino ai massimi storici del luglio 2006. Dinamiche, quelle appena descritte, che sembrano ricalcare fedelmente le previsioni tracciate dai cittadini del Nord Est: qualche settimana fa; prima, cioè, che le fiammate degli ultimi giorni spingessero il governo a progettare dei tagli delle imposte sui carburanti.Le previsioni rilevate da Demos per IlGazzettino, su un campione di 1000 persone, riguardano i dodici mesi successivi all`intervista. Il 73\% della popolazione (nel Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella provincia di Trento) immagina una dinamica al rialzo nel corso del 2008. Un altro 18 prevede una situazione di sostanziale stabilità, mentre è di appena il 6\% la quota di ottimisti, che suggeriscono quantomeno una lieve inversione di rotta. Va subito precisato come siano le persone più istruite, quelle – si presume – con maggiori strumenti per formulare un giudizio, a prendere posizione nella schiera dei pessimisti. Questi ultimi ammontano a circa l`80\%, fra i soggetti che hanno conseguito la laurea o il diploma di scuola superiore, mentre declinano al 57\% fra chi dispone della sola licenza elementare (oppure è senza licenza).Il sondaggio ha poi chiesto al campione selezionato di indicare i maggiori responsabili dei rincari. Una domanda che, già proposta alla fine del 2004, consente di analizzare l`evoluzione temporale delle opinioni in materia. Oggi come tre anni e mezzo fa, ad essere chiamate sul banco degli imputati sono innanzitutto le compagnie petrolifere. A sottolineare le loro “colpe“ sono circa quattro persone su dieci (40\%), contro il 29\% della precedente rilevazione. Tale crescita è in parte spiegata anche dal sensibile riassorbimento di un altro fattore: la guerra in Iraq, che nel 2004 veniva chiamata in causa dal 23\% degli intervistati, contro il 7\% di oggi. Tale processo determina, allo stesso tempo, una crescita delle altre dimensioni suggerite dall`indagine. Sale (dal 20) al 27\%, in particolare, la quota di persone che punta il dito sulla tassazione di gasolio e benzina. Mentre il 14\% (contro l`11\%) attribuisce le responsabilità ai paesi produttori di petrolio. Infine, viene perlopiù assolto l`euro, i cui effetti sui prezzi sono sottolineati dal 6\% degli intervistati (con una riduzione di tre punti percentuali rispetto al 2004).
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