26 Febbraio 2008

Allarme dell Eurispes: nuova fiammata a +8%

Allarme dell Eurispes: nuova fiammata a +8%. Nel 2007 boom del sommerso

Roma -Arrivati in fondo al pozzo, si dice, non si può fare altro che risalire. Prodi & C. hanno invece trovato una seconda soluzione: hanno gettato una pala al Paese rimasto intrappolato nella morsa strangolatrice dei mutui – sempre più alti – e del caro vita, e lo hanno invitato a scavare. A sancire il fallimento della politica economica del Governo Prodi anche l Eurispes. Secondo l Istituto, infatti, la nuova fiammata dell inflazione, all 8% nei primi mesi del 2008, pesa sul potere d acquisto degli italiani, con una perdita media che si attesta al 35%. La conseguenza, sottolineano gli analisti, è la crescita dell econo mia sommersa, che nel 2007 ha generato almeno 549 mln. L istituto guidato da Gian Maria Fara ha calcolato una crescita complessiva dell inflazione del 23,7% che, dopo una fase di stasi, ha ripreso a crescere nel corso del 2006 e 2007 ad una media del 5% e ha registrato negli ultimi mesi del 2007 e in questi primi mesi del 2008 una nuova fiammata fino all 8%. A tirare il freno allo sviluppo del Paese sono i salari troppo bassi. Nel nostro Paese, infatti, oltre 20 milioni di lavoratori sono sottopagati e le retribuzioni sono inferiori del 10% rispetto a quelle della Germania, del 20% rispetto al Regno Unito e del 25% rispetto alla Francia. La sola via d uscita, secondo l Eurispes, “è avere il coraggio di guardare in faccia la realtà. Una situazione grave come quella che stiamo vivendo dovrebbe indurre le forze politiche, una volta superata la fase elettorale e indipendentemente dal risultato, a fare fronte comune per gestire un emergenza che rischia di trascinare il Paese verso un irrecuperabile declino“, spiega Fara. Quasi a dare il colpo di grazia al Paese, proprio mentre l Eurispes presentava il suo rapporto, il prezzo della benzina raggiungeva un nuovo record storico a 1,413 euro. Record che ha scatenato l immediata reazione delle associazioni dei consumatori. “Giorno dopo giorno i prezzi dei carburanti stanno mettendo in ginocchio gli automobilisti, che per un pieno di benzina spendono oggi 17,3 euro in più rispetto lo stesso periodo del 2001, e addirittura quasi 22 euro in più per un pieno di gasolio“, commenta il Codacons. “I consumatori, vista la situazione di crisi, sono sempre più in agitazione – spiega il Presidente, Carlo Rienzi – non solo per il caro-pieno, ma per tutte le ripercussioni che l incremento dei carburanti avrà su tariffe energetiche, alimentazione, trasporti, con una stangata generale all orizzonte pari a 510 euro annui a famiglia“. Rincari su rincari che portano alla mente di tutti le promesse del ministro dello Sviluppo tecnologico che pochi giorni fa, davanti ai continui rialzi del petrolio, ha invitato il Paese a mantenere la calma perché i prezzi sono destinati a calare. Oggi, costretto dai fatti, Bersani ha messo in scena clamoroso dietrofront che rischia però di essere inutile. “Il Tesoro sta facendo i conti. Avremo interventi a fine mese“, ha affermato il ministro aggiungendo che per quanto riguarda l entità del provvedimento per la sterilizzazione dell iva sulle accise la cifra sarà di circa -2 centesimi.

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