COMMERCIO: FRENATA VENDITE FINE ANNO E SALDI NON TIRANO
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fonte:
- Ansa
+0,5% NEL 2007, DICEMBRE -0,6%; BERSANI, INTERVENIRE SU REDDITI
(ANSA) – ROMA, 25 FEB – Vendite in frenata a fine anno, con
un dato debole anche per tutto il 2007: l`Istat ha diffuso oggi
i dati del commercio al dettaglio che mostrano un calo dello
0,6% a dicembre e un lieve incremento dello 0,5% del valore
dell`indice in tutto il 2007. Dati “non brillantissimi“,
commenta il ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi
Bersani, che ribadisce quindi la necessità di intervenire sui
redditi. “Abbiamo cercato di prendere misure per qualificare i
consumi, dal risparmio energetico alle ristrutturazioni, ma il
punto è che dobbiamo mettere più soldi in tasca ai salariati.
Aver interrotto una manovra di questo genere è un guaio.
Bisogna riprenderla“ ripete il ministro.
La delusione per i dati arriva anche dalle organizzazioni di
rappresentanza del commercio, deluse anche dall`andamento dei
saldi 2008 che non sembrano recuperare sulla frenata di fine
anno. La Confcommercio parla del dato Istat di oggi come
`figlio` della bassa crescita mentre la Confesercenti punta
l`indice sull`allarme prezzi che, dice, dal settore alimentare
ha finito per contagiare i comportamenti dei consumatori anche
negli altri acquisti. Ma è la prospettiva che desta maggior
allarme: “la riduzione tendenziale preoccupa soprattutto per i
riflessi negativi che può avere sulle prospettive di spesa
delle famiglie nel 2008 e, quindi, sulla crescita“ dice
l`ufficio studi di Confcommercio preoccupata che la prevedibile
riduzione del tasso di crescita del Pil e dei redditi nel
prossimo anno, porti “verosimilmente ad una stagnazione delle
vendite, almeno per tutta la prima parte dell`anno in corso se
non per tutto il 2008, a prescindere dal tasso d`inflazione
osservato“.
L`andamento dei saldi sembra un primo allarme: “dopo il
primo rilevamento positivo, il segnale che ci arriva è che i
saldi durano solo pochi giorni“ afferma il presidente della
Fismo Confesercenti, Alfredo Ricci. E anche le stime di
Confcommercio confermano questo andamento: dopo il boom della
prima settimana, con un incremento che ha raggiunto addirittura
il 25% sullo scorso anno, il consuntivo della stagione che sta
per chiudersi parla di un aumento `risicato` del 3-4%.
Quest`anno, dice la Confesercenti, i primi giorni sono andati
meglio dello scorso anno con una crescita anche del 10%: “ma
poi tutto torna normale e, cioé, c`é stagnazione. La gente
approfitta dei saldi per fare gli acquisti necessari e non più,
come era tradizionalmente, gli acquisti superflui. Insomma si
acquista in saldo solo per risparmiare“.
Anche l`andamento dei prezzi, tuttavia, non lascia ben
sperare: secondo una stima Eurispes l`inflazione nei primi mesi
dell`anno ha avuto una fiammata, fino all`8%. Con una perdita
media del potere d`acquisto tra le diverse categorie che si
sarebbe ormai attestata intorno al 35%. “Un italiano su quattro
ricorra al credito al consumo“ anche perché gli stipendi
italiani risultano tra i più bassi d`Europa (l`Italia è al
penultimo posto, seguita solo dal Portogallo) perché, sostiene
l`Eurispes, “non sono stati adeguati all` inflazione reale: in
pratica i lavoratori sono pagati in lire ma comprano in euro“.
I consumatori, intanto, sono pronti a un nuovo sciopero della
spesa contro il carovita galoppante soprattutto sugli alimentari
e i beni di largo consumo (4,8% a gennaio). Dopo lo sciopero
della pasta organizzato a settembre, “saremo in piazza
Montecitorio e poi organizzeremo un nuovo sciopero della spesa“
annuncia il presidente dell`Adusbef Elio Lannutti. Anche il dato
sulle vendite al dettaglio del 2007, che vede un “misero“
aumento dello 0,5%, rispecchia “la crisi che stanno vivendo i
consumatori italiani, sempre più in difficoltà con gli
acquisti e i bilanci da far quadrare“ afferma il Codacons che
chiede quindi una riduzione generale dei prezzi del 15%.
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