24 Febbraio 2008

Pane, pasta, latte e verdure una stangata sulle famiglie

Pane, pasta, latte e verdure una stangata sulle famiglie
Allarme prezzi nella borsa della spesa, rincari fino al 68%

Tra michetta-record e petrolio alle stelle l`inflazione viaggia al 2,8 per cento, la più alta degli ultimi sette anni, un punto secco in più rispetto a un anno fa. Ma anche, e soprattutto, c`è il carrello della spesa che ormai è costretto a un percorso di guerra. In città le cipolle in un anno sono aumentate di qualcosa come il 68 per cento, i pomodori del 26, il burro del 20 per cento e il latte fresco del 17, la pasta del 13, il pane del 7. Allarme carovita anche a Milano, dunque. Se l`inflazione ufficiale dice 2,8, guardando solo a quelli che l`Istat chiama “prodotti ad alta frequenza d`acquisto“ non solo la “percezione“ dei prezzi cambia. Cambia la realtà: solo per il comparto alimentare, a Milano i dati ufficiali danno un aumento annuale del 4 per cento. In mezzo ci sono tante stime impietose, chi quantifica la stangata nel 2008 per le famiglie in 850 euro, o mille quando non 1.712 euro. Ma in mezzo ci sono anche polemiche, le associazioni consumatori che denunciano pane e pasta più cari d`Italia e rischi di “speculazioni“. Commercianti che dicono “non è colpa nostra ma di chi sta a monte“ (Iliano Maldini, presidente di Assofood, associazione dell`Unione del commercio dei dettaglianti alimentari). E agricoltori e allevatori che assicurano “non è certo colpa nostra ma della filiera“ (Carlo Franciosi, presidente di Coldiretti Milano e Lodi). E c`è il Comune che assicura: “Bisogna intervenire subito. Stiamo studiando un pacchetto di iniziative contro i rincari“. La promessa la firma l`assessore alle Attività produttive Tiziana Maiolo. A oggi il pacchetto non è ancora pronto, si sa però qual è l`obiettivo: strappare qualche sconto con offerte speciali sugli alimentari. Primo: Palazzo Marino sta trattando con i panettieri perché si impegnino a vendere un certo tipo di pane, come la michetta, a prezzo inferiore. Secondo: il Comune vuole convincere alimentari e fruttivendoli dei mercati comunali a fare offerte speciali stabili su prodotti di largo consumo (una sorta di “calmiere comunale“) nell`ultima settimana di ogni mese. L`obiettivo c`è, la trattativa anche, ma mancano ancora su entrambi i fronti gli accordi. E dunque, il quanto e il cosa. Nel frattempo a Palazzo Marino c`è già un Osservatorio prezzi con le categorie, in Regione fanno tavoli con tutti gli attori della ricchissima filiera e rinnovano l`iniziativa “Stop ai prezzi“ nella grande distribuzione. Risultati? “Sui controlli abbiamo le mani legate: non possiamo imporre al mercato“, allarga le braccia l`assessore Maiolo. E difatti, aspettando la michetta-calmierata o la spesa tagliata al mercato, il carovita, intanto, viaggia. O meglio: galoppa. Mentre si discute su consumi in recessioni e fiammata inflazionistica, dopo tempi in cui l`inflazione a Milano è stata più bassa della media nazionale, oggi non si sta affatto meglio di altrove: 2,8 annuale contro il 2,9 italiano, 0,4 sul mese precedente esattamente come il resto d`Italia. Chi va a fare la spesa fa conti quotidiani amarissimi. Con il pane e la pasta più cari d`Italia: a Milano il prezzo medio di un chilo di pane è di 3,55 euro, a Napoli costa quasi la metà (1,89 euro); qui un chilo costa mediamente 1,51 euro, a Roma 1,31, a Bologna 1,26 e a Palermo 1,01. In un anno è aumentato quasi tutto, nei negozi di Milano, tra i beni di largo consumo: il latte ma anche il petto di tacchino (più 10,3), lo stracchino (9,4), il petto di pollo e la carne di vitello (7,4), la carne di bovino (5,4). E poi le spese per la casa, il carburante certo ma anche le fatture dell`idraulico (più 7 per cento) e dell`elettricista (4,7). La pausa pranzo al bar o al ristorante (più 4,1), la pizza la taglio (più 7), pure il cappuccino (3,2). Numeri ben più alti di quel 2,8 che vorrebbe l`indice ufficiale dell`inflazione. Le associazioni dei consumatori, intanto, registrano. E denunciano. Assoconsumatori ad esempio: “Il caro-pane a Milano ha superato i limiti di guardia. Aumenti che si giustificano con i maggiori costi delle materie prime appaiono ora speculativi“. Intanto l`associazione sta lanciando il fai da te: pane a prezzi anche dimezzati, a chi si iscrive al suo “gruppo d`acquisto“ (per informazioni 02-36.59. 99.99). E Marco Donzelli del Codacons: “Abbiamo ricevuto segnalazioni su prodotti come la pasta aumentati anche del 20 per cento da un giorno all`altro in alcuni supermercati. Le abbiamo girate all`Authority dei prezzi“.

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