Famiglie, troppi debiti
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fonte:
- La Nazione
Rate anche per il funerale. Tante persone ricorrono al credito al consumo per l`addio ai propri cari
DOPO AUTO, elettrodomestici, cellulari, corsi di piscina e matrimoni, arriva anche il funerale a rate. A conferma che anche gli eventi più naturali della vita, come appunto la dipartita di una persona cara, sono diventati insostenibili per le nostre tasche. Circa il 20% delle persone, che si trovano ad affrontare le spese per il funerale di un proprio caro, finisce, infatti, per ricorrere al credito al consumo. Per organizzare un funerale ci vogliono di media 2.200 euro. La bara costa sui 900 euro, mentre, tra documenti per la sepoltura, composizione della salma, chiusura e sigillatura del feretro, si spendono 1.000 euro. Altri 300 euro occorrono per autofunebre, personale per il trasporto della salma e compenso al sacerdote che celebra la funzione. Così, perfino il momento di profondo e intimo dolore che accompagna la morte di una persona cara, è profanato dalla preoccupazione per il carovita. Una preoccupazione che è, per di più, di tutti. A Firenze, infatti, sono 14mila le famiglie indebitate, su un totale di 30mila in Toscana, a causa dell`alto costo della vita e del ridotto potere di acquisto. “Basti pensare – spiega la presidente di Codacons Toscana Silvia Bartolini – che lo stipendio medio è di 1.150 euro“. “In queste condizioni – aggiunge – le famiglie fanno fatica ad arrivare alla terza settimana e non riescono a sostenere spese impreviste“. Tanto che fanno sempre più spesso ricorso al credito al consumo, che, prima limitato all`acquisto di auto ed elettrodomestici, è oggi diffuso per pagare matrimoni e viaggi, ma anche per beni e servizi di prima necessità, come spese sanitarie e libri scolastici. “Perfino per fare la spesa al supermercato – sottolinea la presidente di Codacons Bartolini – le famiglie usano sempre più spesso carte con accredito da rimborsare in rate mensili“. A tal punto che la crescita dei finanziamenti a rate è stata negli ultimi 2-3 anni esponenziale. Solo nel 2007 il credito al consumo è aumentato dell`11% rispetto all`anno precedente, per un indebitamento complessivo che nell`intera provincia di Firenze supera un miliardo e 140milioni di euro, pari a circa 3mila euro di debito a famiglia. A SPINGERE i fiorentini al limite della soglia di povertà è, però, soprattutto la casa. Con i prezzi degli immobili alle stelle e gli affitti in rialzo, ci si continua ad indebitare con le banche, per 30 o 40 anni. Con il risultato che nel 2007, non solo è aumentata dell`8% la sofferenza delle famiglie nel settore dei mutui, ma anche i pignoramenti sono cresciuti del 20%. Un vero dramma, che trascina sul lastrico famiglie che qualche anno fa si potevano definire “normali“. “Sempre più spesso – fa presente la presidente di Codacons – le persone, con le lacrime agli occhi, ci vengono a chiedere come poter rinegoziare il mutuo in essere, allungandone la durata e diminuendo l`importo delle rate. Alcune sono disperate, perché, segnalate alla Centrale dei Rischi, non possono accedere ad altre forme di credito“. Ed ecco che diventa facile, dall`oggi al domani, trovarsi senza un tetto sotto cui dormire. “Come una nostra socia 35enne – racconta Silvia Bartolini – che viveva con la madre pensionata. Aveva contratto un mutuo per l`acquisto di una casa, salvo che poi, dopo il pagamento regolare di alcune rate, ha perso il lavoro e non è riuscita a fare fronte alle successive“. “La casa – prosegue la Bartolini – è stata venduta all`asta dalla banca e loro si sono trovate senza un tetto sulla testa, non riuscendo a pagarsi neppure un affitto con la sola pensione della madre. Così, hanno vissuto per un intero inverno in un campeggio, in una roulotte di loro proprietà, e adesso sono ospitate da alcuni parenti, ma in via provvisoria…“.
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