Mina inflazione sui rinnovi contrattuali
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fonte:
- Corriere della Sera
Sindacati polemici: avevamo ragione, salari e pensioni hanno perso potere d`acquisto
“Ora anche la statistica spiega perché i salari e le pensioni hanno perso potere d`acquisto“. E` un commento amaro e preoccupato quello di Luigi Angeletti, leader della Uil: da tempo i sindacati denunciavano le incongruenze tra caro vita percepito e dati ufficiali. E ora il dato ufficiale dell`Istat sull`aumento dei prezzi dei beni più acquistati nella spesa degli italiani +4,8% contro quasi la metà, +2,9% dell`indice generale minaccia di inasprire le trattative sui rinnovi contrattuali. Come ha fatto notare Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl: c`è bisogno di “dati certi sull`inflazione per poter condurre una politica contrattuale responsabile sul potere d`acquisto dei salari“. POLITICA CONTRATTUALE – “La realtà è che l`inflazione rilevata con i metodi ufficiali ha aggiunto Angeletti è pari alla metà di quella rilevata in riferimento ai beni di largo consumo“. Dati che sono la prova, spiega la Uil, delle “conseguenze negative di un`inaccettabile speculazione che si è perpetuata per troppi anni. Ecco perché sono urgenti sia una nuova politica contrattuale, sia una politica fiscale che riduca le tasse solo ai lavoratori dipendenti e ai pensionati“. LO SCOGLIO DEI RINNOVI – “Ora i sindacati chiedano il doppio per i rinnovi contratti nazionali“. La perentoria rivendicazione arriva da Giorgio Cremaschi, leader della Rete 28 aprile, l`ala radicale della Cgil. I dati dell`Istat sull`inflazione, per cremaschi, “cominciano a rivelare la verità: l`aumento reale del costo della vita per i beni fondamentali è fra il 4% e il 5%“. L`esponente della Cgil parla di “catastrofe dei salari“: “Tutti i contratti finora rinnovati, nessuno escluso, sono largamente al di sotto dell`inflazione vera, quella che non fa arrivare alla terza e alla quarta settimana“. Cremaschi osserva che “sulla base di questi dati Cgil, Cisl e Uil devono prendere atto della realtà e assumere l`obiettivo che, per i prossimi anni, i contratti nazionali chiedano mediamente il doppio di quello che finora si è chiesto“. RIVEDERE IL PANIERE Del resto, c`è chi ancora non si fida nemmeno dei nuovi dati: Renata Polverini, leader dell`Ugl, chiede di “rivedere il paniere“ che fotografa il caro vita nel Paese (“il più delle volte di una fotografia lontana dalla realtà“, sottolinea Polverini). Una richiesta avanzata anche dalle associazioni dei consumatori. MILLE EURO DI STANGATA – Secondo le associazioni dei consumatori il dato Istat sull`inflazione reale è preoccupante, eppure “ancora sottostimato“. A fine anno, pronostica il Codacons, ci sarà una “vera e propria stangata“ stimata in circa “mille euro a famiglia“. Secondo il presidente dell`associazione, Carlo Rienzi, “si tratta di rincari preoccupanti, visto che interessano voci come alimentari e carburanti di cui i cittadini non possono certo privarsi“.
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