23 Febbraio 2008

I nuovi dati dell`Istat confermano aumenti vertiginosi

I nuovi dati dell`Istat confermano aumenti vertiginosi:+ 2,9% di base, ma la “spesa quotidiana“ vola al 4,8%

Alimentari, inflazione boom

Scoppia la polemica sulla caduta del potere d`acquisto



IL pane è aumentato del 12,3%, la pasta del 10%, il latte dell`8,7%. Rincari da capogiro, rispetto al 2007, che a gennaio hanno visto la “spesa quotidiana“ delle famiglie raggiungere il record del 4,8% di inflazione, livello mai toccato negli ultimi 11 anni. E` quasi il doppio del tasso di inflazione generale che, conferma l`Istat, il mese scorso è salito dal 2,6% di dicembre al 2,9%, il massimo dal 2001. Dati che rilanciano, in piena trattativa sui contratti, le polemiche sul potere d`acquisto dei salari. Carrello sempre più caro. L`Istat ha individuato nel paniere tre classi di prodotti: ad alta frequenza di acquisto, a media e a bassa frequenza. E a spingere l`acceleratore sono stati soprattutto i primi, ovvero i beni che vengono comprati quotidianamente come gli alimentari, i tabacchi, i carburanti, i giornali o le spese al bar e al ristorante. Se l`inflazione per quelli a “media frequenza“ (abbigliamento, tariffe, medicinali, telefono, svago e vacanze) è dell`1,8% e per quelli a “bassa frequenza“ (elettrodomestici, acquisto mezzi di trasporto, trasloco) è dell`1,7%, per i prodotti di largo consumo ha toccato il 4,8%. Una spirale dei prezzi che dal 2002, quando il tasso annuo di crescita dei prodotti ad alta frequenza di acquisto era del 3,1% (2,5% la variazione dell`indice generale), è passata nel 2003 al 3,4% (2,7% l`indice generale), spingendosi nel corso del 2007 verso i record attuali. Pane e pasta in orbita. Guardando i capitoli di spesa rispetto a gennaio 2007 gli incrementi più significativi sono stati quelli dei trasporti (+5,4%), i prodotti alimentari e bevande analcoliche (+4,5%) e di abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+4%). In particolare tra gli alimentari l`Istat segnala l`incremento del prezzo del pane (+12,3%) e della pasta (+10%). Il latte ha segnato un +8,7% e la carne un +3,6% (in particolare il pollame ha registrato un +6,7%). Il prezzo della benzina verde è aumentato del 12,5% su base annua e quello del gasolio del 15,7%. I combustibili liquidi per la casa sono cresciuti invece del 16%. Aumenti significativi anche per le tariffe elettriche (+5,3% su gennaio 2007), mentre quelle del gas sono cresciute dello 0,8% rispetto a gennaio dello scorso anno. Nel capitolo trasporti l`Istat segnala gli aumenti di quelli ferroviari (+6,9%), stradali (+5,5%), aerei (+8,4%) e dei pedaggi autostradali (+3,8%). In calo medicinali (-3,9% su gennaio 2007) e apparecchi telefonici (-12,4%). Primato del Sud. L`inflazione generale è stata molto più alta nelle città del Sud rispetto a quelle del Nord. In particolare a Palermo e a Cagliari il tasso è stato del 3,8%. Al Nord, Trento è stata la più virtuosa (+1,9%). Divampa la polemica Sindacati e consumatori sono compatti nel chiedere interventi per arginare il carovita, anche perchè, secondo il Codacons, le famiglie dovranno fare i conti con una stangata da 1.000 euro l`anno. Per i sindacati il problema si fonde con la sfida di rinnovare il modello contrattuale. “Ora anche la statistica spiega perchè i salari e le pensioni hanno perso potere d`acquisto – afferma il leader della Uil, Luigi Angeletti – Ecco perchè sono urgenti sia una nuova politica contrattuale, sia una politica fiscale che riduca le tasse solo ai lavoratori dipendenti e ai pensionati“. Particolarmente preoccupato è il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, perchè gli aumenti dei prezzi coincidono con “un momento di recessione e non di sviluppo. Spero che in campagna elettorale gli schieramenti facciano di questi temi una parte importante dei loro programmi“. Intanto gli agricoltori se la prendono con i commercianti con la Coldiretti che evidenzia che più della metà dei soldi spesi dalle famiglie per gli alimenti sono destinati a remunerare commercio e servizi. Mentre Confesercenti punta il dito contro “l`avanzata della grande distribuzione“. “Bisogna intervenire per migliorare il modello contrattuale e per abbassare la pressione fiscale sulle retribuzioni e sulle pensioni“ dice il ministro del Lavoro Cesare Damiano. Mentre il garante dei prezzi Antonio Lirosi ammonisce a non lanciare allarmi “perchè così si innescano spirali inflazionistiche che non fanno bene a nessuno“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this