Il Codacons: ecco quanto ci costerà
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fonte:
- Brescia Oggi
È allarme per il carovita “Stangata da mille euro“
Saliti del 4,8 per cento i beni di uso quotidiano con punte del 12,3 per il pane e del 12,5 per la benzina
ROMA L`inflazione ufficiale a gennaio è arivata al 2,9%. Ma sulla spesa di tutti i giorni, come da tempo si erano accorte le massaie di tutt`Italia, la corsa dei prezzi è quasi doppia e arriva a sfiorare il 5%. La notizia, data per scontata da sindacati e consumatori, è però di fonte ufficiale. A fare il calcolo è infatti la stessa Istat che ieri, a fianco delle consuete medie sui prezzi, ha messo a punto una particolare tabella che prende in considerazione i beni, definiti con gergo un po` burocratico, “ad alta frequenza d`acquisto“. Si tratta di una serie di prodotti di prima necessità che vengono acquistati ogni giorno: alimentari, tabacchi, carburanti, giornali conti di bar e ristoranti. E se si fa il calcolo su questo “paniere“ l`inflazione è molto più alta del tasso generale e arriva a sfiorare a gennaio il 4,8%. I rincari a gennaio sono stati evidenti per i prodotti quotidiani, come gli alimentari (+12,3% per il pane, +10% per la pasta, +8,7% per il latte) o per i carburanti, con aumenti a due cifre sia per la benzina (+12,5%) che per il diesel (+15,7%). E i rialzi sono superiori alla media anche per il caffè e il cappuccino (+3,7% le consumazioni al bar), per le pizzerie (+3,6%), per le sigarette (+4,1% l`indice dei tabacchi). Numeri che diffondono l`allarme tra sindacati e consumatori, compatti nel chiedere interventi per arginare il carovita, anche perché, secondo le associazioni degli utenti, le famiglie dovranno fare i conti con una stangata da 1.000 euro l`anno. È quanto sostiene a questo proposito Codacons: se i rincari non rientreranno in tempi stretti concretizzeranno una vera e propria stangata, stimata in circa 1.000 euro annui a famiglia, non potendo i cittadini rinunciare all`alimentazione, ai trasporti, all`energia e all`abitazione. Una situazione che è sempre più una crisi nazionale. L`Istat ieri si è affrettata a precisare che la tendenza a una crescita maggiore dei beni di prima necessità si verifica regolarmente. Ma quest`anno l`accelerazione è più forte che nel passato e il 4,8% di aumento registrato a gennaio è il più alto degli ultimi 11 anni. Preoccupati anche i sindacati che a questo punto chiedono, come fa il numero uno della Cisl Raffaele Bonanni, “dati certi sull`inflazione per poter condurre una politica contrattuale responsabile sul potere d`acquisto dei salari“. Sarcastico invece Luigi Angeletti, segretario generale Uil. “Finalmente anche l`Istat arriva a spiegare a chi non ha capito perché i salari e le pensioni hanno perso potere d`acquisto“, sottolinea riaprendo la vecchia polemica tra inflazione percepita e dati ufficiali. Quasi una provocazione arriva invece dall`ala dura Cgil: “A questo punto sarebbe necessario che i sindacati chiedano il doppio per i rinnovi dei contratti nazionali“, chiede Giorgio Cremaschi. E anche l`Ugl chiede più attenzione. Per Renata Polverini è necessario “rivedere il paniere che fotografa il caro vita nel Paese, visto che il più delle volte la fotografia è lontana dalla realtà“.
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