23 Febbraio 2008

Allarme delle associazioni dei consumatori

Allarme delle associazioni dei consumatori
Sarà una stangata da mille euro“

L inflazione vola, ammette l`Istat, ormai agganciata alle medie comunitarie abbondantemente oltre il tre per cento. E ancora di più volano le “spese frequenti“, voce nuova con cui l`Istat ha tentato di rispondere alle insistenti richieste dei consumatori di rinnovare i metodi con cui viene composto l`indice. Dopo anni di segnalazioni, lamentele e pressioni, l Istat ha inserito per la prima volta nella consueta indagine mensile una categoria che a molti sarà parsa rivoluzionaria: quella dei prodotti ad alta frequenza d acquisto come alimentari, tabacchi, carburanti e giornali. Beni di largo consumo il cui aumento ininterrotto degli ultimi tempi ha condotto alla costante erosione del potere d acquisto di salari e pensioni. Bene. Secondo via Balbo, questo comparto è rincarato a gennaio di un vertiginoso 4,8 per cento. Nonostante ciò, i consumatori non sono ancora soddisfatti. La mossa dell Istat, infatti, “rappresenta solo un piccolo passo verso la verità spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi ma il dato del +4,8 per cento è ancora sottostimato. Ancora più duro il commento del numero uno dell Adoc Carlo Pileri, che sottolinea: “l Istat scopre ancora una volta l acqua calda anche se finalmente abbiamo una conferma ulteriore alle nostre denunce“. Infatti, prosegue Pileri, “è da tempo che denunciamo l aumento eccessivo dei prodotti a maggiore diffusione d acquisto Ora però, si legge in una nota di Adusbef e Federconsumatori, “la situazione è gravissima e gli interventi per arginarla non sono più rinviabili“. Gli aumenti registrati dall Istat a gennaio e che vedono i trasporti a quota +5,4%, prodotti alimentari e bevande analcoliche +4,5%, abitazione, acqua, elettricità e combustibili +4%, pane +12,3%, pasta +10%, latte +8,7%, carne +3,6% se non rientreranno “in tempi stretti – secondo le associazioni dei consumatori – concretizzeranno una vera e propria stangata, stimata in circa 1.000 euro annui a famiglia, non potendo i cittadini rinunciare all alimentazione, ai trasporti, all energia e all abitazione. Una situazione che è sempre più una crisi nazionale, e verso la quale i candidati al prossimo Governo dovranno prestare la massima attenzione“.

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