BENZINA SEMPRE PIù CARA: SFONDA 1,40 EURO
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fonte:
- Il Mattino
Un`altra raffica di rialzi. Ogni giorno che passa la benzina costa sempre di più. Ora ha sfondato quota 1,4 euro al litro. La Esso ha rimesso mano ai listini consigliati portando la senza piombo a 1,401 euro al litro, vicinissima al record storico del luglio 2006 a 1,409 euro al litro. Rincari anche per il diesel, il cui prezzo aumenta negli impianti Erg e Esso a 1,324 euro al litro e tocca alla Total quota 1,323 euro. Per il gasolio il primato è a stato fissato a inizio anno a 1,327 euro al litro. Quanto basta insomma, per riaccendere le paure dei consumatori con le organizzazioni che minacciano di scendere in piazza se non saranno messi in atto a breve interventi sul fisco. Il ministro Bersani promette: lo faremo presto. E i tecnici del suo dicastero, dopo aver visionato i dati europei sui prezzi dei carburanti, fanno sapere che la forbice tra Italia e Ue si è ridotta rispetto alla scorsa settimana. Già ma questo non basta. Rispondono le associazioni dei consumatori: il divario si sarà abbassato ma resta ancora troppo alto. Di fatto, la constatazione che il delta tra prezzi della benzina in Italia rispetto alla media dei paesi dell`area euro è sceso da 3,9 centesimi di euro al litro a 2,6 (2,7 per il gasolio) ha l`effetto di tamponare i timori emersi sull`onda dei rialzi dei listini. Ieri mattina, prima della verifica ministeriale, il titolare dello Sviluppo lasciava aperta l`ipotesi di una convocazione dei petrolieri. Un`eventualità scongiurata nel pomeriggio di fronte ai dati. “Lo stacco a nostro sfavore rimane – commenta Umberto Carpi, consigliere di Bersani – ma registriamo comunque un calo“. E l`Unione petrolifera dice che “i prezzi della benzina sono cresciuti in media di 1,2 centesimi al litro, contro i quasi 5 centesimi della Germania e i circa 3 della Francia“. Sì ma chi fa il pieno deve fare i conti coi rialzi, non coi differenziali. Tanto più che la domanda dei prodotti petroliferi è sostanzialmente rigida: non è influenzata più di tanto dalle dinamiche dei prezzi e non scende in maniera automatica e significativa all`aumentare dei listini. “Il fisco sui carburanti rappresenta il 50-60% del prezzo finale, ma finora sul problema della riduzione delle accise o della sterilizzazione dell`Iva il governo traccheggia“, afferma Luca Squeri, presidente della Figisc, i gestori di Confcommercio. Il Codacons non si accontenta di un taglio fiscale di 1-2 centesimi di euro al litro. Ne chiede almeno 5, altrimenti, minaccia, “porteremo gli automobilisti in piazza, bloccando le città“. Adusbef e Federconsumatori considerano il differenziale con l`Ue “ancora troppo alto“ e ricordano che nel 2007 lo Stato ha incamerato un surplus di 2 miliardi da Iva e accise sui carburanti. “Un tesoretto – dicono – che ora va restituito sotto forma di sgravi“. Bersani ha chiarito che un taglio delle accise non è in cantiere. Nessun bonus fiscale, quindi, ma l`applicazione dei provvedimenti previsti in Finanziaria che agiscono sulla fiscalità per recuperare gli incrementi di gettito Iva dovuti all`aumento dei prezzi industriali dei carburanti. Misure che “da febbraio produrranno una limatura dei prezzi“. I rincari dei carburanti (in Campania per effetto dell`accise regionale costano 3,4 centesimi in più) si inseriscono in un quadro di forti tensioni per il petrolio: ieri il greggio ha viaggiato a 99 dollari per chiudere a 98,24 dollari al barile a New York. E sul caro-benzina arriva anche la strigliata dell`Ue. Il 27 febbraio la Commissione europea deciderà di deferire l`Italia alla Corte europea di giustizia con una sospensiva di quattro mesi. Motivo: gli ostacoli ingiustificati nel mercato della distribuzione di carburante, a scapito dei consumatori e in violazione delle norme europee.
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