Il prezzo dell`oro nero vola sempre più in alto
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fonte:
- Il Gazzettino
Londra Il prezzo dell`oro nero vola sempre più in alto e sfonda anche quota 101 dollari al barile, segnando nella serata di ieri il nuovo record storico di 101,32 dollari a New York. Un nuovo massimo che fa registrare al greggio un raddoppio delle quotazioni solo dal 2004: negli ultimi tre anni i futures petroliferi sono infatti schizzati da 50 a 101 dollari. E mentre tra gli analisti c`è chi inizia a lanciare nuove ipotesi di aumento parlando di un barile fino a 120-150 dollari a fine anno, i riflettori si puntano sulla speculazione e sulla finanziarizzazione dei mercati internazionali. I fondamentali delle piazze petrolifere -l`equilibrio cioè tra domanda e offerta- non sembrano infatti giustificare da tempo le fiammate delle quotazioni. E gli occhi dei commentatori sono puntanti sulla speculazione finanziaria con gli esperti che quantificano in quasi un quarto del costo del barile il peso di questo fattore.Infatti, almeno 20-25 dollari sarebbero legati alla speculazione con ingenti investimenti nel settore da parte della finanza nel settore energy.Petrolio più caro e prezzo dei carburanti alle stelle. Il ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, ha annunciato che verificherà -sulla base dei confronti europei- eventuali movimenti speculativi “locali“. E il governo mette a punto l`arma che ha preparato a fine del 2007 con la Finanziaria: un abbattimento dell`accisa per compensare il maggiore gettito Iva derivante dall`aumento delle materie prime e combattere il caro-pieno. , L`intervento di alleggerimento dovrebbe basarsi solo sull`andamento dei prezzi nei primi due mesi dell`anno, limitandosi quindi ad un risparmio sulle tasche degli automobilisti di 1-2 centesimi al litro. Inevitabile la polemica che interessa l`Unione Petrolifera (“Nessuna speculazione, in Italia aumenti inferiori al resto d`Europa) e il Codacons (le ricadute del caro-pieno sui prezzi di tutti i prodotti comporteranno aggravi per le famiglie da 510 euro l`anno).I 101,3 dollari toccati ieri a New York rappresentano in termini nominali il massimo mai toccato dal greggio nella storia. Ma si avvicinano anche al record di tutti i tempi: i 101,7 dollari a livello reale raggiunti dal barile nell`80, ai tempi dei grandi shock petroliferi che videro gli italiani costretti in bicicletta, in quella che è passata alla storia come l`epoca dell`Austerity.L`ennesima impennata del greggio ha mandato in tilt le Borse. Peggior listino in Europa è stato Parigi che ha segnato una flessione dell`1,49\%, giù anche Londra (-1,23\%) e Milano (-0,89\%). Positiva invece Wall Street: Dow Jones +0,73\%, Nasdaq +0,91\% e Standard & Poor`s 500 +0,83\%.A minacciare il mercato resta anche lo spettro della recessione, con gli operatori che si dicono ormai certi che ci sarà in periodo di rallentamento dell`economia occidentale. Il dato sull`inflazione Usa (+0,4\% a gennaio, sopra le attese di un +0,3\%) suggerisce che la Banca centrale americana deve continuare a tenere conto del rischio di un surriscaldamento dei prezzi al consumo, e rende più difficile proseguire sulla strada di una riduzione dei tassi di interesse per sostenere l`economia (la Fed ha limato di mezzo punto le previsioni di crescita per il 2008).
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