19 Febbraio 2008

Il vento gelido dell`Est ha trasformato l`Italia in un angolo di Siberia

Il vento gelido dell`Est ha trasformato l`Italia in un angolo di Siberia
Le temperature rigidissime hanno ucciso tre persone e provocato un`impennata dei prezzi

A Milano è morto assiderato un barbone, 42 anni, egiziano. Le altre due vittime sono due escursionisti, trovati senza vita al passo Tanamea, nelle valli del Torre, non lontano da Udine. La morsa del gelo ha stretto tutta la Penisola, da Nord a Sud, con punte record nella Sila, dove il termometro è sceso a meno 22. E con il freddo polare è scattato l`allarme prezzi, soprattutto per frutta e verdura. Come se l`andamento delle quotazioni per zucchine e melanzane, arance e mele fosse in Italia regolato dalle previsioni meteo. La domanda che più immediatamente viene da porsi è se i raccolti avvengano in contemporanea con l`abbassamento delle temperature, come se molti prodotti non fossero coltivati in serra o conservati nei frigoriferi, in attesa di essere messi sul mercato. Eppure sono state sufficienti 48 ore di gelo perché la Cia, la Confederazione italiana degli agricoltori, esprimesse immediatamente il timore di nuovi aumenti, a partire dalla prossima settimana, dei prezzi di frutta e verdura: dal 20 al 45% se le temperature rimarranno attorno allo zero. Il che ha fatto scattare le proteste dei consumatori: “Ora basta, intervenga il garante“. Detto, fatto. Antonio Lirosi, meglio conosciuto come Mister Prezzi, taglia corto: “Basta annunci, sono allarmismi privi di fondamento“. Mario Venturi, presidente di Confesercenti minimizza: “Mi sembrano ipotesi azzardate“. Ma la Cia insiste: la gelata farà impennare i prezzi di frutta e verdura. Secondo le stime dell`organizzazione, gli aumenti varierebbero da un minimo del 20 fino ad un massimo del 45%, se il maltempo proseguirà. Dopo il freddo dei giorni scorsi, per gli ortaggi gli aumenti sarebbero del 2-5% per i prezzi alla produzione. Ma se le temperature dovessero rimanere basse anche nei prossimi giorni, i danni (e l`effetto sui prezzi) sarebbero ancora più ingenti, soprattutto per quanto riguarda la frutta: con i rincari fino al 45 per cento. L`annuncio di nuovi aumenti fa comunque infuriare le associazioni dei consumatori: “La Cia non aiuti inconsapevolmente la filiera ortofrutticola ad aumentare i prezzi – avvertono Federconsumatori e Adusbef – L`ondata di gelo non giustifica nuovi rincari“. Per Elio Lannutti, presidente di Adusbef, “ci troviamo di fronte a speculazioni iniziate tra il 2001 e il 2002“. L`unica possibilità per fronteggiare questi rincari, secondo Lannutti, è “quella di inserire nei cartelli il prezzo all`origine e al consumo“. “E` la solita speculazione“, rincara la dose Carlo Rienzi, presidente del Codacons. “Il freddo è un falso problema, giù le mani dai listini“ tuona Carlo Pileri, presidente dell`Adoc. Lirosi chiede una moratoria sulle dichiarazioni relative a previsioni di imminenti aumenti dei prezzi: “Stiamo ingenerando aspettative inflazionistiche, in molti casi destituite di ogni fondamento. Chiedo una moratoria alle associazioni d`impresa, in particolare quelle del mondo agricolo, che ogni giorno fanno dichiarazioni di aumenti“. Per il Garante a subire gli effetti del gelo potrebbero essere 3 prodotti (zucchine, cavoli, carciofi) dal momento che gli altri sono coltivati in serra.

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