Caro-vita, altri rincari in arrivo per frutta e verdura
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fonte:
- Il Gazzettino
Più preziose per il consumatore italiano clementine, mele e zucchine mentre anche il the subirà altri rincari: e a Padova la Cia, confederazione agricoltori, ha deciso il fai da te fondando un mercato autogestito.Gli “sceriffi“ dell`Adoc – associazione Nazionale per la difesa e l`orientamento dei consumatori – hanno verificato che nei mercati e nei supermercati italiani, rispetto a dicembre 2007, c`è stato un aumento del 6,7\% per quanto riguarda la frutta di stagione e del 13\% per la verdura. “Le arance si pagano 1,45 euro al chilo (+11,5\%) – ha affermato in una nota Carlo Pileri, Presidente Adoc – mentre le zucchine costano quasi 3 euro al chilo. Solo per frutta e verdura le famiglie spenderanno almeno 50 euro di più l`anno“. L`Adoc ha monitorato anche i banchi di pesce: gli aumenti medi registrati sono del 14\%. “Il merluzzo fresco è aumentato di circa il 30\%, l`orata del 16\%“, – ha concluso Pileri che auspica un intervento concreto da parte di Mister Prezzi.La Guardia di Finanza rafforzerà il suo operato al fianco di Antonio Lirosi, vale a dire Mr Prezzi, potenziando i suoi interventi grazie ad “un impiego di mezzi e uomini superiore del 30\% rispetto al 2007“. Soddisfatto il ministro delle Politiche Agricole Paolo De Castro, secondo il quale “i risultati non si faranno attendere“. E, a fare da cornice all`iniziativa, la presa di posizione espressa dalla Bce, che ha messo in guardia contro “i rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi nel medio termine“.Garante sui prezzi e Guardia di Finanza avvieranno quindi “una stretta e sistematica collaborazione a tutela dei consumatori“, in linea “con gli impegni assunti dal ministro dell`Economia e dello Sviluppo Economico con il protocollo d`intesa siglato il 18 ottobre scorso“. Nel mirino dei controlli sarà dunque il complesso di attività del settore agroalimentare.Tra le organizzazioni dei consumatori qualche perplessità sulla guerra ai rincari la esprime il Codacons, che propone il varo di “un decreto che definisca il `prezzo anomalo`, concetto previsto solo in astratto dalla legge 231/2005 sull`ortofrutta“.Piangono i consumatori, ma anche i piccoli produttori non se la passano tanto bene. I primi, penalizzati da una filiera “bizantina“, subiscono uno shock ogni qualvolta riempiono la borsa della spesa; i secondi, sono costretti ad accontentarsi di guadagni non adeguati al loro impegno. Un aiuto arriva ora dal decreto della legge Finanziaria, il cosiddetto “farmer`s market“, che consente agli imprenditori di vendere i loro prodotti in mercati autogestiti. È una opportunità che la Cia di Padova intende sfruttare in pieno. Alla periferia del capoluogo euganeo, il prossimo settembre aprirà così un “supermarket“ dell`agricoltura nel Veneto. Il sito non è ancora stato individuato, ma si sa già che la struttura dovrà disporre di almeno tremila metri quadrati e di un grande parcheggio. “Inizialmente – spiega Daniele Toniolo, presidente della Cia locale – metteremo in vendita esclusivamente prodotti padovani. In un secondo tempo l`offerta sarà allargata“. I vantaggi della filiera corta (produttore-consumatore) sono evidenti: maggiore scelta di prodotti freschi e a prezzi più bassi, attenzione alla stagionalità e migliore conoscenza delle produzioni del territorio, minore inquinamento, maggiori possibilità per le imprese agricole di realizzare un giusto guadagno. Tutto questo purché questi mercati vedano la partecipazione di imprenditori agricoli organizzati, in grado di offrire un`ampia gamma di prodotti di qualità garantita, che possono andare dagli ortofrutticoli alla pasta, dalle carni al latte, ai formaggi.Ieri mattina intanto, nel Comune di Padova, il vicepresidente della Cia, Enzo Pierangioli, ha siglato una convenzione con il Monte dei Paschi di Siena. L`istituto di credito metterà a disposizione degli agricoltori del Veneto un plafond di 50 milioni di euro.
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