13 Febbraio 2008

Evasori Vip, seguite Valentino: pentitevi e pagate

Evasori Vip, seguite Valentino: pentitevi e pagate
Il campione verserà 35 milioni di euro al fisco.
“Adesso mi sento pulito con la mia coscienza“

PACE Avrebbe dovuto versarne 112, invece arriverà a 35. E tanto basti. Dopo quattro mesi di trattative, è pace fatta tra il Fisco e Valentino Rossi. A rate trimestrali da un milione e mezzo l`una, il campione verserà 19 milioni di euro per tacitare i contenziosi che ri- guardano il triennio 2001-2004, e 16 milioni per gli anni 2005-2006. E si è pure impegnato a riportare in Italia la sua residenza fissata a Londra, anzi già da quest`anno presenterà la dichiarazione dei redditi a Pesaro. “Adesso mi sento pulito con me stesso e con la mia coscienza“, dice alla conferenza stampa organizzata per chiarire la vicenda. Tutto è bene ciò che finisce bene, dunque. È contento Rossi, che paga grosso modo un terzo del dovuto e “finalmente potrò concentrarmi sul nuovo campionato del mondo“, dice, e gongola il direttore dell`Agenzia delle Entrate Massimo Romano, che fa del supercampione del mondo pentito un nuovo modello fiscale: “La volontà affermata da Rossi di rispettare le regole fiscali – dice Romano – dovrà rappresentare uno stimolo e un esempio per i tanti personaggi noti e meno noti che hanno portato la residenza fuori dall`Italia per motivi fiscali“. Ancora: “La scelta di Valentino di accettare lealmente il confronto tecnico permette di verificare come l`unico obiettivo dell`Agenzia è quello di applicare con scrupolo le leggi e garantire che tutti i cittadini in base alle loro possibilità concorrano alla finanze pubbliche“. L`accusa per Rossi era di aver creato una residenza fittizia a Londra, mentre il centro social-familiare di Rossi è sempre stata l`Italia, la provincia di Pesaro in particolare. “Un contenzioso in commissione sarebbe durato otto anni“, aveva detto Victor Uckmar, il tributarista che ha condotto per il campione motociclistico la trattativa. “Meglio chiuderla qui e ritrovare la serenità“. Dopo le cause intentate contro Fisichella o Loris Capirossi pizzicato fuorigioco a Montecarlo, e i contestati giudizi sul ciclista Cipollini, l`Erario orgoglioso ha dichiarato che “l`accertamento con adesione concluso con Valentino Rossi è il maggiore per quanto riguarda i soggetti persone fisiche“. Tanta ritrovata serenità suggellata dalla cerimonia ufficiale di Pesaro è stata però più volte interrotta da un centinaio di lavoratori dell`ufficio Entrate, all`urlo di “vergogna, vergogna“ e “contratto, contratto“. I lavoratori, che reclamavano il rinnovo del contratto, hanno lamentato il fatto che si sia voluto dare ampio risalto, “spettacolare“, all`accordo con il pluricampione di Tavullia, “mentre sulla situazione contrattuale dei lavoratori dell`Agenzia c`è stato solo silenzio“. L`intera vicenda ha un corollario, bizzarro ma prevedibile: si costituirà il “Comitato dei Signor Rossi“, che chiederà al Fisco una riduzione sulle tasse da pagare analoga a quella del signor Rossi più famoso. È il Codacons a spiegare che tutti i cittadini con cognome Rossi “chiederanno con una diffida all`Agenzia delle Entrate di pagare le dovute tasse con una riduzione del 68,75%, stessa percentuale utilizzata per la transazione con il motociclista“.

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