Per Valentino Rossi una “pace“ da 35 milioni
-
fonte:
- Il Sole 24 Ore
Per Valentino Rossi una “pace“ da 35 milioni
Il contenzioso fiscale tra Valentino Rossi e l`agenzia delle Entrate finisce con sorrisi e strette di mano davanti a flash e telecamere, in un clima disteso e quasi festoso da post gran premio, con riconoscimento reciproco tra vincitore (il Fisco) e vinto (il pluricampione iridato). Quasi non si parlasse di 43 milioni di imponibile non dichiarato, tra il 2001e il 2006, e dei 18.914.740 euro che il re della piega dovrà versare – in 12 rate trimestrali e relativi interessi – solo per chiudere il primo round relativo agli anni fiscali 2001- 2004; altri 16 milioni serviranno per regolarizzare l`ultimo biennio. Poi, dal 2007, Valentino tornerà a tutti gli effetti un contribuente italiano. “Gli auguriamo i migliori successi sportivi, anche per ragioni egoistiche nostre“, chiosa sorridendo Massimo Romano, direttore delle Entrate. Sorride anche Valentino quando entra nella affollatissima sala stampa dell`Agenzia di Pesaro accolto da un applauso sospeso a metà tra la celebrazione agonistica e l`ammirazione civica. Sportivo fino in fondo, il contribuente signor Rossi, che da ieri è anche il più grande debitore pentito della storia fiscale italiana: “Sono contento di come si sta risolvendo il tutto – esordisce il lavoroè stato lungo e faticoso, ma sia io sia loro (gli ispettori del Fisco, ndr) avevamo lo stesso obiettivo, farmi rientrare in Italia da Londra e farmi tornare a correre sereno. Va bene così“. Rossi era sospettato di avere occultato, mediante una fittizia residenza londinese, 53 milioni di imponibile tra il 2001 e il 2004 (più altri 21 per il biennio successivo, ancora aperto), scesi a meno della metà grazie alla sua collaborazione: “Abbiamo dimostrato spiega l`avvocato tributarista Francesco d`Ayala Valva il diritto a detrarre i costi per il versante italiano e quello a non pagare una seconda volta le prestazioni rese e già tassate in Inghilterra. Inoltre una parte del presunto reddito in realtà era stato incassato direttamente dalla Honda, e perciò imputabile a quella. Voglio però chiarire che Valentino Rossi aveva agito nell`assoluta convinzione che, a quell`epoca, tutto fosse pienamente legittimo. Quando ha capito che il Fisco stava accogliendo un`interpretazione diversa della normativa internazionale, allora ha ritenuto di allinearsi“. Gli arretrati che il campione si è impegnato a pagare dal 2001 in avanti (il 2000 era già coperto dal condono) sono in progressione ascendente: 1.074.000 euro per il 2001, 4,6 per il 2002, 4,5 per il 2003, 8,7 milioni per il 2004, 16 complessivi per il biennio 2005-2006. Tutto chiarito, quindi, in un clima di ritrovata concordia dopo gli attriti della scorsa estate quando Valentino rilasciò dichiarazioni risentite e senza contraddittorio ai telegiornali. “Ma non si dica che gli è stato praticato un maxi sconto fiscale – conclude un altro Rossi, Villiam, direttore dell`accertamento centrale delle Entrate. “La cifra di 112 milioni era calcolata con i dati unilaterali in possesso dell`Agenzia, cui erano state applicate le sanzioni massime. Ma la legge prevede che in ipotesi di adesione del contribuente le sanzioni siano pari a un quarto del minimo. In questo Valentino è stato trattato come gli altri 251mila italiani finiti sotto accertamento nel 2007“. Non la pensa evidentemente così il Codacons, che ha subito annunciato la costituzione del “Comitato dei Signor Rossi, che chiederà al Fisco un`analoga riduzione sulle tasse da pagare“.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
