Cgil: no al termovalorizzatore
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fonte:
- La Nuova Sardegna
"No al termovalorizzatore a Fiume Santo. Gli enti locali del territorio respingano immediatamente la proposta del presidente della Regione Renato Soru". è quanto dice il segretario generale della Cgil, Antonio Rudas, sottolineando di essere pronto alla mobilitazione, se necessario. Secondo la Cgil "alle attuali condizioni sarebbe quantomeno inopportuno bruciare il cdr, combustibile da rifiuto, nella termocentrale. Rudas si dice pronto a sostenere una forte opposizione a tale progetto fino alla mobilitazione, anche perchè il congresso della confederazione sindacale ha scelto la via dello sviluppo equilibrato e sostenibile. L’assenso che è stato espresso sull’intesa istituzionale dello scorso 19 aprile lo dimostra. E la Provincia e i sindaci, "con una eventuale accettazione la tradirebbero, e a quel punto ne dovrebbero dare conto prima di tutto ai cittadini e poi ai lavoratori". Le condizioni per processare i rifiuti nel sito di Fiume Santo ci sarebbero "solo nel caso in cui venissero effettivamente realizzati proprio gli interventi dell’intesa, come il miglioramento delle condizioni ambientali con la sostituzione degli obsoleti gruppi 1 e 2, le bonifiche di tutta l’area industriale e non ultima l’effettiva realizzazione delle infrastrutture stradali, in particolare la risistemazione della 131 che si ferma ad Oristano e la realizzazione della Sassari-Olbia. L’incremento del traffico su gomma delle merci sulle attuali direttrici, "accrescerebbe inoltre le emissioni di polveri sottili (particolato), ed innalzerebbe il rischio di incidenti stradali. Il presidente della Regione – scrive Rudas in un documento – non può pretendere ulteriori sacrifici al territorio senza aver prima rispettato gli impegni assunti". Così il segretario della Cgil sottolinea che in occasione dell’ultimo incontro tenutosi lo scorso 27 settembre, Soru ha respinto proprio una richiesta della Cgil di mettere a disposizione del territorio i 50 milioni di euro l’anno, prodotti dal gettito fiscale di Endesa. "Queste risorse potrebbero essere rinvestite per i miglioramenti ambientali e infrastrutturali e per abbassare il costo delle bollette dell’energia elettrica per le famiglie, in particolare per quelle con più difficoltà economiche. Solo a queste condizioni si potrebbe verificare la fattibilità dell’intervento". E Rudas ammonisce le amministrazioni locali che non avrebbero mostrato di avere "determinazione e potere contrattuale nei confronti della giunta regionale". E ricorda che "quell’intesa impegna risorse per oltre 900 milioni di euro, il 54% dei quali sono investimenti per il miglioramento delle condizioni ambientali di Fiume Santo con la nuova centrale a carbone". Inoltre, i sindaci di Sassari e di Porto Torres e il presidente della Provincia, il 19 aprile scorso definirono "storica" quell’intesa, che va però applicata. Intanto, anche le associazioni Adiconsum, Codacons e Federconsumatori chiedono lumi sull’incenerimento dei rifiuti a Fiume santo e hanno chiesto un incontro urgente a Renato Soru e ai due sindaci del territorio.
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