Inchiesta sul caro prezzi al setaccio gli ipermercati
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fonte:
- la Repubblica
La Finanza prenderà in considerazione pasta, latte e verdura
Rialzo fraudolento e sospette manovre speculative su merci L’obiettivo è quello di circoscrivere la materia d’indagine dopo la scelta dei tre prodotti
Si parte dai centri commerciali, dagli ipermercati di Bari e provincia. I controlli sui prezzi di generi di prima necessità, quindi, cominceranno nelle grande strutture di vendita. O almeno, all’indomani dell’apertura di un’inchiesta sui rincari di pasta, latte e verdura, è questo l’orientamento della procura di Bari. Il pubblico ministero Francesca Romana Pirrelli che coordina l’indagine, nei prossimi giorni incontrerà gli uomini della guardia di finanza con i quali definirà le linee guida dell’attività investigativa. E se nel capoluogo pugliese la notizia dell’avvio di un’inchiesta sull’impennata dei prezzi dei prodotti alimentari ha suscitato un grande interesse tra i consumatori e le associazioni di categoria, anche a Lecce la procura ha deciso di aprire un fascicolo. "Si tratta di un’indagine complessa – riconosce il procuratore aggiunto Ennio Cillo – ma importante indipendentemente dall’esito per le implicazioni che l’attivazione del controllo sulle dinamiche dei mercati dei generi di prima necessità potrà comportare ai fini della tutela dei consumatori". Accertare se l’impennata dei prezzi sia il frutto delle manovre speculative degli addetti ai lavori non sarà facile perché, ammettono gli investigatori baresi, "il raggio d’azione è molto ampio". L’obiettivo, per questo, è quello di circoscrivere la materia d’indagine. Dopo la scelta dei tre prodotti (il latte, la pasta e le verdure) che saranno al centro delle verifiche, in procura a Bari, hanno individuato anche i luoghi dove si concentreranno gli accertamenti della guardia di finanza. Scartati i piccoli punti vendita, le botteghe alimentari e bancarelle dei mercati, è sugli ipermercati che si concentrerà l’attenzione degli investigatori. I centri commerciali, ragionano gli investigatori, saranno naturalmente il punto di partenza dei controlli. Gli uomini delle fiamme gialle prenderanno i considerazione i tre prodotti (la pasta, il latte e la verdura) e acquisiranno la certificazione utile per risalire alla provenienza della merce. In questo modo potranno ricostruire i diversi passaggi della vendita, capire se e dove sia stato praticato un rincaro. Il Codacons, nella denuncia trasmessa alla procura di Bari, ha dato indicazioni precise, specificando per ogni genere di prima necessità il rialzo dei prezzi, registrato nel periodo delle festività natalizie. Per l’associazione dei consumatori si tratta di un’impennata del costo dei prodotti, come il pane, il formaggio o la frutta, non giustificata, causata da manovre speculative e non dal normale andamento del mercato. Sin qui l’atto di accusa del Codacons che ha evidenziato un’anomalia: i rincari sono avvenuti nel giro di pochi mesi. E ha invitato la procura ad acquisire le fatture emesse dai grossisti. Un accertamento inevitabile perché l’obiettivo della guardia di finanza è accertare se l’aumento dei prezzi sia stato praticato nel passaggio di vendita intermedio, quello tra il commerciante all’ingrosso e quello al dettaglio. Nell’inchiesta, inevitabilmente, entreranno casi limite come quello dell’insalata di Polignano. Coltivata nelle campagne a pochi chilometri da Bari, viene esportata in Germania. E nei negozi d’oltralpe ha un prezzo inferiore a quello praticato nei supermercati pugliesi. Stesso discorso per altri prodotti tipici, un’anomalia che le indagini della procura dovranno spiegare. Due le ipotesi di reato seguite: quella di rialzo fraudolento di prezzi sul pubblico mercato e manovre speculative su merci. Le stesse che saranno contestate nell’inchiesta, aperta a Lecce e affidata al pool contro i reati finanziari.
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