7 Febbraio 2008

Il prezzo della carne cresce del 400%, il richiamo del Garante

Il prezzo della carne cresce del 400%, il richiamo del Garante



Buone notizie in arrivo per i consumatori italiani: ci sono tutte le condizioni per un raffreddamento, a breve, dei prezzi di pollo e tacchino. Parola del Garante per la sorveglianza sui prezzi, Antonio Lirosi, che ieri, a conclusione dei lavori del tavolo della filiera zootecnica, ha sottolineato come dall`inizio dell`anno si siano concretizzate le condizioni per un raffreddamento dei costi, «sia dal lato della produzione che dell`ingrosso». L`allarme è stato lanciato dalla Coldiretti: il prezzo della carne vola alle stelle con rincari che superano anche il 400 per cento nel percorso che va dal produttore al consumatore. La moltiplicazione dei prezzi dalla produzione al consumo – sottolinea Coldiretti – è divenuta insostenibile in settori come la carne dove, dalla stalla alla tavola, si verificano aumenti dalle oltre cinque volte del coniglio fino a venti volte dal maiale al prosciutto. La carne – continua Coldiretti – rappresenta oggi la prima voce di spesa alimentare degli italiani alla quale viene destinato un quarto del budget per un valore di 106 euro dei 467 spesi in media ogni mese dalle famiglie per l`alimentazione. In sintonia, il ministro delle Politiche Agricole Paolo De Castro, il quale in ogni caso ha evidenziato come nel nostro Paese «i fenomeni legati alla flessione dei prezzi non generino mai nell`immediato risposte positive sui consumi». Il settore delle carni, ha tenuto a spiegare Mr Prezzi al termine dei lavori del Tavolo zootecnico, secondo le associazioni dei produttori, agricoltori e distributori, «avrebbe risentito nel 2007 dell`onda lunga della crisi aviaria e del caro-grano, che ha provocato effetti negativi sul costo dei mangimi». Tuttavia, ha ricordato, «nell`ambito alimentare il nostro Paese ha evidenziato, per quanto riguarda la fiammata del grano, un andamento migliore ad esempio di Germania e Spagna, che ci consente di stare ancora sotto la media Ue come indice dell`inflazione, anche se solo dello 0,1%». Notizie meno positive, ha aggiunto, starebbero per arrivare su un altro fronte di rilievo, come quello della carne bovina: «Le associazioni del settore – ha reso noto Lirosi – hanno evidenziato nell`ambito dell`incontro una forte preoccupazione per l`andamento dei prezzi di questo settore». A margine del tavolo zootecnico il ministro De Castro ha tenuto a ricordare come l`impennata dei prezzi della carne avicola sia stata causata, nei mesi scorsi, «anche da una drammatica situazione di crisi legata all`influenza aviaria». Tuttavia, ha aggiunto, «il tavolo zootecnico di oggi, che viene dopo quelli cerealicolo e lattiero-caseario, è il segnale che vogliamo insistere nel cercare di governare questi fenomeni, nell`interesse del consumatore. Grazie alla task force anti-speculazione stiamo avviando, in collaborazione con le forze dell`ordine, tra cui Guardia di Finanza e Corpo Forestale, un`operazione finalizzata a circoscrivere al massimo i fenomeni speculativi». Intanto, gli «incrementi di prezzo registrati nell`ultimo periodo nel settore carni, e che superano il 10% solo per il pollame, hanno determinato una sostanziale modifica delle abitudini alimentari degli italiani i quali, di fronte ai rincari, hanno tagliato i consumi». Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, sostiene, che «diminuisce dalle tavole delle famiglie la carne bovina (-4%), suina (-7%) e pollame (-6,5%)».

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