«Fettina» da gioielleria: +400%
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fonte:
- Il Mattino
ALESSANDRA CHELLO La rivincita dei vegetariani. Della serie: tempi duri per i carnivori convinti. Già perché il prezzo del loro piatto preferito è letteralmente volato alle stelle con rincari che superano anche il 400% nel percorso che va dal produttore al consumatore. Il verdetto è della Coldiretti che – conti alla mano – denuncia: nei già magri bilanci degli italiani un quarto del budget – per un valore di 106 euro dei 467 spesi in media ogni mese per l’alimentazione – se ne va proprio per comprare la carne. Rossa o bianca non si scappa. Listini ritoccati per tutti. Dalla stalla alla tavola costa caro anche il pollame (+10%) e si verificano aumenti di oltre cinque volte per il coniglio. E fino a venti volte dal maiale al prosciutto. Insomma, non c’è scampo. Se non quello di convertirsi ad altri tipi di proteine decisamente più a buon mercato. O di dare un drastico taglio ai consumi. Detto fatto. Il Codacons rileva che la flessione negli acquisti c’è già stata: -4% per la carne bovina, -7% per il suino e -6,5% per il pollo. Quindi – suggeriscono i consumatori – per frenare questa tendenza è indispensabile punire le speculazioni che determinano forti rincari dagli allevamenti agli scaffali dei supermercati e riportare i prezzi della carne a livelli più accettabili. Ma non solo: per consentire alle famiglie di non far mancare la classica fettina dalle proprie tavole – conclude il Codacons – la prima mossa è senza dubbio tagliare la filiera, causa di ricarichi sui prezzi vertiginosi. Intanto mister Prezzi è al lavoro. Antonio Lirosi, garante per la sorveglianza dei prezzi annuncia: «Ci sono tutte le condizioni per un raffreddamentodei prezzi di pollo e tacchino sia dal lato della produzione che dell’ingrosso. Il settore delle carni – ha detto ieri al termine dei lavori del tavolo zootecnico – secondo le associazioni dei produttori, agricoltori e distributori, avrebbe risentito nel 2007 dell’onda lunga della crisi aviaria e del caro-grano che ha provocato effetti negativi sul costo dei mangimi». Tuttavia nell’ambito alimentare il nostro Paese ha evidenziato, per quanto riguarda la fiammata del grano, un andamento migliore ad esempio di Germania e Spagna che ci consente di stare ancora sotto la media Ue come indice dell’inflazione, anche se solo dello 0,1%. Notizie meno positive invece sul fronte della carne bovina. «Le associazioni del settore – ha spiegato ancora Lirosi – hanno evidenziato una forte preoccupazione per l’andamento dei prezzi di questo settore». Come dire: niente ribassi. Infine, il commento del ministro dell’agricoltura De Castro che ha ricordato come l’impennata dei prezzi della carne avicola sia stata causata anche da una drammatica situazione di crisi legata all’influenza aviaria. «Ma – ha concluso – il tavolo zootecnico che viene dopo quelli cerealicolo e lattiero-caseario, è il segnale che vogliamo insistere nel cercare di governare questi fenomeni, nell’interesse del consumatore. Grazie alla task force anti-speculazione stiamo avviando, in collaborazione con le forze dell’ordine, tra cui Guardia di Finanza e Corpo Forestale, un’operazione finalizzata proprio a circoscrivere al massimo i fenomeni speculativi».
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