Caro carni, è allarme Crollano i consumi
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
Garante: i prezzi di pollo e tacchino scenderanno
“I prezzi della carne bovina acquistata dai cittadini sono aumentati del 3% mentre le quotazioni riconosciute agli allevatori si sono ridotte del 2,5%, con un conseguente aumento della forbice tra produzione e consumo“. Lo afferma la Coldiretti a commento degli andamenti dei prezzi nel mercato delle carni relativi al dicembre 2007. Le cifre sono state divulgate dall`Osservatorio prezzi e tariffe del ministero delle Sviluppo economico dove ieri si è riunito il tavolo di filiera al quale ha partecipato anche il Garante per la sorveglianza dei prezzi, Antonio Lirosi. Volano i prezzi al consumo “Anche l`andamento del pollame evidenzia che maggiori rincari – sottolinea la Coldiretti – si sono verificati al consumo, dove l`incremento di prezzo è stato del 7,8% a fronte di un aumento del 4,2 negli allevamenti, che stanno uscendo dalla grave crisi di prezzi e di consumi provocata dalla psicosi dell`influenza aviaria“. L`analisi dell`Osservatorio, prosegue l`organizzazione agricola, “conferma che nella forbice tra prezzi alla produzione e al consumo c`è dunque un sufficiente margine da recuperare per garantire una adeguata remunerazione agli allevatori e non aggravare i bilanci delle famiglie. Ma è necessario – sottolinea – lavorare per rendere più trasparente e diretto il percorso del prodotto e intervenire sulle filiere inefficienti che perdono valore“ L`allarme dei consumatori “Gli incrementi di prezzo registrati nell`ultimo periodo nel settore carni superano il 10% solo per il pollame. Questi rincari hanno determinato una sostanziale modifica delle abitudini alimentari degli italiani i quali hanno tagliato i consumi“, rileva in una nota il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. In questo modo, sottolinea Rienzi, “diminuisce dalle tavole delle famiglie la carne bovina (-4%), suina (-7%) e pollame (-6,5%)“. Quindi, per frenare questa tendenza “è indispensabile punire le speculazioni che determinano forti rincari dagli allevamenti agli scaffali dei supermercati e riportare i prezzi della carne a livelli più accettabili“. Ma non solo: “Per consentire alle famiglie di non far mancare la classica fettina dalle proprie tavole – conclude il presidente del Codacons – la prima mossa è senza dubbio tagliare la filiera, causa di ricarichi sui prezzi vertiginosi e del tutto ingiustificati“. La replica dei produttori “Parlare di rincari del 10% per i prezzi delle carni bianche è un gesto insensato, vuol dire non compiere un`analisi attenta che tenga conto della penalizzazione che il nostro settore ha subito negli scorsi anni dall`ingiustificata psicosi dell`aviaria“. Lo afferma Gaetano De Lauretis, presidente di Avitalia, Unione nazionale dei produttori avicoli e cunicoli. “Quando si valuta l`aumento dei costi delle carni di pollame – spiega De Lauretis – non è corretto fare un raffronto con il 2006, perché quell`anno, a causa della psicosi aviaria, ha fatto registrare il picco negativo della domanda. Per calmierare i prezzi, il settore avicunicolo, con grande senso di responsabilità, si è fatto carico – sottolinea ancora De Lauretis – di una parte dell`aumento dei costi di produzione del 2007. Questo con lo scopo di recuperare quei consumatori non ancora tornati al prodotto e per fidelizzare nuovi acquirenti“. Esaminando il periodo di maggiore crisi registrato dal settore (settembre 2005-dicembre 2006) “si scoprirà – conclude De Lauretis – che la domanda di carne di pollame ha subito in quel periodo una costante flessione, con punte del -70%, mentre i prezzi sono scesi fino a -50%“. Mister Prezzi in campo “Dall`inizio dell`anno abbiamo registrato la presenza di condizioni favorevoli per un raffreddamento dei prezzi di pollo e tacchino. Infatti abbiamo rilevato una diminuzione dei prezzi, sia dal lato della produzione che dell`ingrosso“. È quanto ha affermato il garante per la sorveglianza sui prezzi, Antonio Lirosi, alla conclusione dei lavori del tavolo della filiera zootecnica. Secondo le associazioni dei produttori degli agricoltori e della distribuzione, “questo settore – ha aggiunto Lirosi – nel 2007 avrebbe risentito dell`onda lunga della crisi aviaria e del caro grano, che ha avuto degli effetti negativi sul costo dei mangimi“. In ogni caso, ha aggiunto Mister prezzi, “nell`ambito alimentare l`Italia ha evidenziato, per quanto riguarda nello specifico il caro grano, un andamento migliore di Germania e Spagna, che ci consente di stare ancora sotto la media Ue come indice dell`inflazione, anche se solo dello 0,1%“. La nuova convocazione del tavolo della filiera zootecnica, ha reso noto Lirosi, è stata fissata per metà marzo.
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