Rinunce e spesa fuori, così si sopravvive
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- Alto Adige
Quelli che si arrangiano. Come Emilio Brandalise che per risparmiare va a fare la spesa a Trento due volte al mese. O come Emanuela Spitaleri, che con i suoi cinque figli per fare quadrare il bilancio familiare fa i salti mortali ed è costretta a rinunciare "a tutto ciò che è superfluo, dal cinema alle cene in ristorante". Storie di famiglie che per combattere il carovita fanno affidamento sulla creatività. Altri invece cercano qualche aiuto finanziario, e così continua ad aumentare l’indebitamento delle famiglie. Secondo il Codacons, il credito al consumo in Trentino-Alto Adige nell’ultimo anno è salito del 16,2% con i prestiti che hanno raggiunto quota 1,5 miliardi di euro. "Una situazione preoccupante – rileva il Codacons – perché le famiglie ormai si indebitano per acquisti di beni primari come le spese sanitarie o l’istruzione". C’è chi per arrivare alla fine del mese ha trovato altri modi. Emilio Brandalise lavora alla Sapa in zona industriale, sua moglie Ivana fa la casalinga. "Noi – racconta – andiamo ogni due o tre settimane a fare la spesa alla Coop di Trento e prendiamo tutto quello che serve. Spendiamo 100-150 euro: abbiamo provato a fare la spesa con gli stessi soldi anche a Bolzano, ma la merce che porti a casa non è nemmeno la metà". I Brandalise si sono organizzati, sono diventati dei veri "pendolari" della spesa: "Abbiamo le borse frigo e i blocchi di ghiaccio, così non ci sono problemi nemmeno per prodotti che altrimenti rischierebbero di scongelarsi. Mezz’ora di autostrada e sei già a casa. Spendiamo per benzina e autostrada? è vero, ma con un pieno a Trento ci vai dieci volte e se ogni volta risparmi qualche decina di euro puoi permetterti anche il viaggio. A Bolzano ormai compriamo solo lo stretto necessario, il pane ad esempio, il resto lo acquistiamo a Trento. E se potessimo andremmo fino a Feltre, dove i prezzi sono ancora più bassi". La famiglia Spitaleri invece vive a Laives e ha deciso di restare in Alto Adige a fare la spesa. Anche perché con cinque figli non è facile muoversi. Eppure Emanuela e Alfio alla fine del mese riescono sempre a far quadrare i conti. "Anche se – ammette Emanuela – anche aumenti di prezzi modesti per noi diventano una spesa consistente, perché tutto si moltiplica. Alla fine c’è solo una possibilità, quella di cancellare dalla lista della spesa tutto quello che è superfluo. Poi ci sono i discount, che sono un ottimo modo per risparmiare, in particolare per alcuni generi alimentari". Rinunciare al superfluo, dice Emanuela Spitaleri, e per la sua famiglia questo significa "andare a piedi invece che prendere l’autobus, perché per una famiglia numerosa costa anche quello", oppure "aspettare che i film escano in videoteca e spendere 3 euro, invece dei 50 che dovremmo spendere se andassimo tutti al cinema", o ancora "concedersi una pizza ogni tanto, ma non la cena al ristorante". La richiesta che arriva dalle famiglie numerose è "soprattutto una fiscalità più equa", dice Emanuela Spitaleri. "Per chi è sposato – dice – le tasse raddoppiano". E qui la pensano allo stesso modo gli imprenditori che propongono lo "splitting", ovvero chiedono che per calcolare l’aliquota non venga preso in considerazione il reddito complessivo familiare, ma che si faccia riferimento al reddito del marito e della moglie in modo separato (il che, nella maggior parte dei casi, si tradurrebbe in una riduzione dell’aliquota per entrambi i coniugi). "Poi – prosegue la signora Spitaleri – ci sono anche dei fattori che pochi considerano, ad esempio la tariffa elettrica. Noi ne consumiamo parecchia, perché siamo in sette. In realtà, uno per uno consumiamo molto meno di un single, eppure con sette persone superiamo la fascia sociale e quindi alla fine paghiamo di più". L’associazione famiglie numerose, che gli Spitaleri rappresentano a livello regionale, ha lanciato un’iniziativa per fare la spesa a prezzi minori: sono i cosiddetti "Gaf", i gruppi di acquisto familiare. In pratica, le famiglie si mettono assieme e poi si rivolgono direttamente alla fonte (costruttori o rivenditori alimentari, ma tra i prodotti che si possono acquistare ci sono anche pannolini o elettrodomestici) per comprare in grandi quantità e a prezzi più bassi. Chi vuole aderire può scaricare gli appositi moduli sul sito dell’associazione www.famiglienumerose.org.
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