Insalate, navigatori e videogames così cambia la spesa degli italiani
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fonte:
- la Repubblica
Non c`è più tempo per cucire e nemmeno per lavare l`insalata, quindi via le treccine di filo colorato (i cosiddetti “cucirini“) e porte aperte alla verdura in busta. Non c`è più tempo per una pausa pranzo che preveda “primo e secondo“: il prezzo da tenere sotto controllo diventa semmai quello del “piatto unico“. Non c`è nessuno che abbassi il finestrino per chiedere indicazioni al passante: sembra ormai indispensabile il navigatore satellitare. E non c`è bimbo che non chieda in regalo un gioco elettronico per la Playstation, ed ecco dunque il debutto dei game nel paniere Istat. I consumi cambiano e l`istituto di statistica cerca di star dietro alle tendenze nel tentativo di fornire dati sull`inflazione il più aderenti possibile alla realtà. Così ogni anno stila la lista delle new entry, cancella le rilevazioni su prodotti che vendono poco (il cucirino appunto, ma anche l`hamburger surgelato), ne accorpa alcuni (alle visite mediche specialistiche aggiunge quelle intramoenia), ne scorpora altri (per la voce asili nido tiene sotto controllo sia le tariffe di quelli comunali che dei privati). Fra i prodotti da seguire nelle loro evoluzioni di prezzo entrano allora nel paniere 2008 l`insalata in busta, il piatto unico, il navigatore satellitare, i giochi elettronici e quello che l`Istat chiama “combustibile solido“, ovvero i pellets: blocchetti di materiale ecologico da usare per stufe e camini. Alla fine nel “carrello tipo“ individuato dall`istituto entrano 533 prodotti, da seguire in 40 mila punti vendita con rilevazioni fatte in 84 capoluoghi di provincia. Nelle grandi città ci pensa direttamente l`Istat, nei centri più piccoli (che pesano sulla definizione del dato per l`80%) ci si affida ai rilevatori comunali e anche qui, come ogni anno, un po` per problemi organizzativi, un po` per questione di budget e un po` per dubbi di affidabilità la lista può cambiare: quest`anno escono infatti dalle rilevazioni Taranto, Sondrio e Foggia, ritorna Avellino e entra per la prima volta Catanzaro. La copertura dei controlli in termini di popolazione provinciale dovrebbe sfiorare l`88%, ma al Sud la media scende al 50. Prodotti a parte cambia però anche il loro peso nel determinare il dato dell`inflazione: un capitolo delicato sul quale da anni si scontrano statistici e consumatori. E così sarà anche per il 2008 perché l`Istat, per i mesi futuri, ha scelto di dare più importanza ad alcuni settori e di diminuire l`influenza di altri. Visto come sono andate le cose nel 2007 è aumentato il peso attribuito ai prodotti alimentari e alla bevande analcoliche (mezzo punto percentuale), all`abbigliamento e calzature, trasporti, istruzione, servizi e ristorazione, ma è diminuito quello di abitazione (che non considera comunque i mutui), acqua, elettricità e combustibili. Una scelta che l`Istat spiega dimostrando che lo scorso anno questi capitoli di spesa sono aumentati sì, però meno di altre voci. Ma che le associazioni di consumatori non condividono affatto il ragionamento. Dura la critica di Adusbef e Federconsumatori: “Il paniere è pieno di buchi – dicono – con quale criterio l`Istat ha aumentato il peso di prodotti alimentari e bevande se tantissime famiglie non mangiano più per l`erosione dei redditi, falcidiati dal carovita? Con quale credibilità l`Istat assegna all`assicurazione sui mezzi di trasporto – che costa ad ogni italiano assicurato almeno 1.000 euro l`anno ed è in continuo aumento – un peso irrealistico, inferiore a quello dei servizi per l`igiene personale e appena maggiore a quello di fiori e piante?“. Le due associazioni minacciano una class-action contro i vertici dell`istituto che “rappresentano un carovita virtuale“ e sono seguiti, nelle loro accuse, dal Codacons che si augura dal nuovo governo anche “un paniere vicino alla realtà degli acquisti degli italiani“.
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