5 Febbraio 2008

Caro prezzi, indaga la procura

L’ipotesi di reato è di rialzo fraudolento sui beni di prima necessità. Gli accertamenti affidati alla guardia di finanza

Dopo l’esposto della Codacons sulle speculazioni di Natale

Un aumento incontrollato e ingiustificato dei prezzi. Una crescita del costo di alcuni prodotti, come il pane, di più del dieci per cento.  L’allarme è contenuto nero su bianco in un esposto che l’associazione dei consumatori Codacons ha inviato alla procura. E ora il magistrato Francesca Romana Pirrelli ha aperto un’inchiesta. Vuole capire se, come sostenuto nella denuncia, sia state commesse "evidenti speculazioni", scoprire chi, nella catena di vendita dei prodotti alimentari, abbia volutamente rialzato i prezzi. L’associazione dei consumatori, nell’esposto inviato anche alle altre procure della penisola, cita alcuni esempi, prendendo in considerazione il mese di dicembre, quello delle festività natalizie. Si parte dalla frutta e dagli ortaggi. All’ingrosso il prezzo è lievitato del 3 per cento, al dettaglio invece sfiora il dieci per cento. Il costo dei cereali è aumentato del quattro o cinque per cento ed inevitabilmente anche quello del pane o della pasta (il rialzo, in questo caso, si attesta sul dodici per cento). E non è andata meglio per i prodotti caseari. Il prezzo del latte è aumentato del 2,5 per cento, a catena è schizzato anche quello del latte (più 4,2), del formaggio (più 6,4) e dello yogurt (più 3,5). Nell’esposto, inviato anche alle altre procure della penisola, l’associazione dei consumatori ha calcolato anche la ripartizione dei ricavi tra gli addetti della filiera. Con l’aumento dei prezzi dei prodotti ortofrutticoli, gli agricoltori avrebbero incassato il 23 per cento, gli altri, tra grossisti e commercianti, il 77 per cento dei guadagni.  Sin qui i dati riportati dal Codacons per dimostrare che i rincari sono troppo alti e soprattutto sono stati registrati in un periodo di tempo troppo breve. L’associazione dei consumatori esclude che, almeno per il periodo delle festività natalizie, l’aumento dei prezzi sia stato causato dallo sciopero dei tir. Alla procura chiede, invece, di avviare controlli e verifiche sulle fatture, emesse dai grossisti prima e dopo il mese di dicembre.  Per il Codacons, quindi, il rialzo del costo di beni essenziali, come il pane, la pasta o il latte, non è giustificato ma frutto di manovre speculative. Il sostituto procuratore Francesca Romana Pirrelli affiderà una delega di indagine alla guardia di finanza. Un’analisi a campione su alcuni prodotti, tra quelli indicati nella denuncia dall’associazione dei consumatori, e in determinate zone della città, permetterà di capire se, in che proporzione e per quali prodotti sia stato operato un rincaro. E soprattutto di verificare se l’aumento sia legato alla particolare congiuntura economica, causato da eventi non previsti, come particolari condizioni climatiche o frutto, invece, di comportamenti scorretti da parte di imprenditori o commercianti. La procura ipotizza al momento l’ipotesi di reato di rialzo fraudolento di prezzi sul pubblico mercato e quello di manovre speculative sulle merci. Nel fascicolo potrebbero finire anche indagini statistiche sull’aumento dei prezzi, condotte nei mesi scorsi da altre associazioni di consumatori.

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