Tasche vuote per debiti e tasse
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fonte:
- Corriere Adriatico
Crescono le tasse e i Comuni fanno il pieno. Si svuotano invece i nostri portafogli che ogni anno vengono allegeriti da balzelli di ogni tipo e misura. La conseguenza? Aumenta l’indebitamento delle famiglie come sostiene il Codacons: il credito al consumo nelle Marche sale del 16,6%, i prestiti viaggiano a quota 2,5 miliardi. Ma torniamo ai balzelli: in tema di imposte nelle Marche è Ancona capofila mentre Pesaro svetta in cima alla classifica rispetto all’aumento del prelievo di due anni fa. Tradotto in cifre: ad Ancona ogni abitante sacrifica 516 euro l’anno a Ici, Irpef, rifiuti, pubblicità ed energia elettrica , a Pesaro 456 euro ma con un’impennata del 17% rispetto al 2005. Nel capoluogo l’incremento è solo del 9%. Se scivoliamo su Macerata ogni abitante versa 429 euro per le cinque principali voci del fisco con un aumento del 16% rispetto al 2005 mentre Ascoli si ferma a 417 e un incremento del 14% rispetto a due anni fa. Altro dato interessante: il ruolo dell’Irpef come regina dei cambiamenti e ritocchi verso l’alto appare indiscusso. A partire proprio dalla città di Rossini. E’ questo il quadro che emerge dall’indagine condotta dal Sole24 Ore sulla base dei certificati di bilancio delle singole amministrazioni comunali. Un panorama, a dire il vero, sconfortante e che conferma come il costo della vita sia sempre più caro a dispetto degli stipendi che restano ancorati al palo. Un palo che data dal Duemila, secondo Banca Italia, per gli stipendi dei dipendenti. Ma questa è già un’altra storia. Intanto, c’è da annotare che in tutto lo Stivale la corsa più intensa è proprio quella del Centro-Sud con le regioni centrali che raggiungono una media del 12% in piu’ del prelievo fiscale rispetto a due anni fa. Non c’è dubbio che le Marche sia lontane dai primati di Siena e Bologna dove il fardello fiscale è davvero da urlo visto che, per esempio, nella città toscana ogni abitante si vede costretto a sborsare la bellezza di 699 euro alle cinque voci principali del fisco locale. Ma anche in casa nostra le tasche dei contribuenti non vivono davvero una stagione d’oro. "Le famiglie s’impoveriscono – accusa il Codacons -, l’anno appena concluso è stato caratterizzato da stangate e rincari. Perciò nelle Marche è cresciuto il credito al consumo del 16,6% rispetto al 2006. Una situazione preoccupante – secondo l’associazione – perchè ormai le famiglie s’indebitano anche per acquisti di beni primari e che si affianca alla pericolosa crescita delle sofferenze nei mutui".
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