5 Febbraio 2008

Il Codacons lancia l’allarme: famiglie troppo indebitate

In un anno credito al consumo cresciuto del 17,4%

Contraggono prestiti per comprare farmaci e libri di scuola, dal salumiere figurano nella lista di quelli che saldano a fine mese e se vogliono andare in vacanza, nei mesi successivi, devono lavorare per saldare il conto. Nel 2007 sono cresciute del 17,4% le famiglie campane che ricorrono al credito per coprire le spese. La percentuale di incremento è la terza più alta in Italia, dopo l`Emilia Romagna, con il 21%, e la Sicilia, con il 19%. Dai conti correnti dei cittadini della regione mancano in totale, circa 9,5 miliardi di euro, che i capifamiglia sono costretti a farsi prestare dalle banche. Ma al di là della crisi dei mutui ad impoverire le famiglie sono soprattutto i rincari dei prezzi e le stangate del fisco. I dati sono stati diffusi ieri dal Codacons, l`associazione guidata da Carlo Rienzi che ha evidenziato quanto la situazione sia preoccupante “perché i debiti ormai riguardano anche l`acquisto di beni primari (spese sanitarie e istruzione)“. “Reclamiamo interventi concreti e urgenti per il controllo dei prezzi soprattutto nel comparto alimentare – spiega Enrico Marchetti, presidente della sezione campana del Codacons -. L`impennata del credito al consumo in regione non era prevedibile visto il lievitare dei costi di tutti i beni di consumo. In particolare bisogna individuare i prezzi anomali che risultano dopo i vari passaggi nella filiera “. L`associazione annuncia una diffida al ministero dell`Economia e a quello per la Solidarietà Sociale, affinchè sia emesso al più presto il regolamento di attuazione della norma in Finanziaria che garantisce il diritto alla sospensione del pagamento delle rate del mutuo fino a due volte e per un periodo non eccedente i 18 mesi. Inoltre, anche per i cittadini della Campania in difficoltà con le scadenze, è attivo un pool di avvocati esperti del settore che risponderanno gratuitamente alle domande degli utenti sia per email ([email protected]) che per telefono (numero verde 1784402358). E se far quadrare i bilanci con le spese quotidiane è sempre più difficile, ad aggravare la situazione c`è anche la voce fisco. Nell`ultimo anno i campani hanno pagato per le tasse comunali dai 360 ai 495 euro. Nel dettaglio la città dove si paga di più è Salerno con poco meno di 550 euro (il 10% in più del 2006), seguono Caserta, Avellino e Benevento con cifre comprese tra i 400 e i 410 euro. Infine, la meno onerosa è Napoli con 363 euro, il 2% in meno dell`anno precedente. A rimpinguare le casse dei municipi sono soprattutto le aliquote dell`Ici e l`imposta sui rifiuti. Salerno è nuovamente la città più cara per entrambe le voci: 259 euro per la prima (+ 11%) e 142 per la seconda, che però è scesa del 4%. In controtendenza Napoli che non ha visto crescere rispetto all`anno precedente le proprie entrate, gli abitanti hanno continuato a pagare per la casa 175 euro e per l`immondizia 130. L`indagine è stata elaborata dal Sole 24 ore, che ha passato al setaccio i bilanci consuntivi 2005-2006 e i preventivi 2007 per le principali entrate tributarie dei capoluoghi di provincia italiani. Iole Palumbo I dati dell`associazione La percentuale di incremento campana è la terza più alta in Italia, dopo l`Emilia Romagna, con il 21%, e la Sicilia, con il 19% Presidente Carlo Rienzi guida il Codacons. 

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