31 Gennaio 2008

“Medicinali da banco“: merito del decreto Bersani sulle liberalizzazioni

“Medicinali da banco“: merito del decreto Bersani sulle liberalizzazioni
Pochi mesi fa anche nel punto vendita Coop al Millennium era stato inaugurato l`angolo dei medicinali da banco

Pochi mesi fa anche nel punto vendita Coop al Millennium era stato inaugurato l`angolo dei “medicinali da banco“: merito del decreto Bersani sulle liberalizzazioni, con sconti per tutti e soddisfazione dei clienti. Forse troppa. Tanto che il governo ha fatto passare (nel più totale silenzio) un altro decreto della ministro Turco, che di fatto annulla gli effetti della liberalizzazione. La norma è entrata in vigore il 1 gennaio 2008 ma pochi lo sanno. La nuova legge vieta una cosa strana: e cioè che sulla scatola del farmaco venga indicato il prezzo massimo. E perché mai dovrebbe essere vietato? Che male produce? Nessuno sembra essersene accorto, ma ci ha pensato il giornale roveretano “Sentire“ (www.giornalesentire.it) che ha scatenato una reazione nazionale, dal Codacons alla trasmissione “Mi manda RaiTre“ che se ne occuperà a breve. Merito della giornalista roveretana Corona Perer, direttrice del periodico, con la sua inchiesta “sul campo“. Cosa succede in pratica? Senza il prezzo massimo indicato sulla scatola (che prima le case farmaceutiche erano obbligate a indicare) i prezzi sono diventati liberi, gli sconti aleatori. Chiunque può praticare il prezzo che crede ma soprattutto i supermercati non sono più in grado di dirvi lo sconto che vi hanno praticato rispetto alla farmacia che era tenuta al prezzo massimo, salvo poi decidere autonomamente degli sconti, cioè quasi mai. Perer si è accorta dell`anomalia svolgendo un`inchiesta sulle farmacie di Rovereto, in particolare quella al Coop che funziona a gonfie vele. Il bilancio è più che positivo: 150/160 clienti al giorno con punte di 350 il sabato, ma solo per i farmaci da banco tipo Aspirina, Moment, Vivin C, sciroppi tosse, colluttori. La legge non consente di vendere altri farmaci, tanto meno i mutuabili. Se così fosse… lo Stato italiano ci guadagnerebbe! Lo spiega al giornale online il medico farmacista operante dentro il Sait-Coop, Alessandro Giovannini. “Lo sconto che pratichiamo a privati sarebbe infatti praticato anche alla spesa farmaceutica pubblica“. Il peggio è questo: la legge nuova, entrata in vigore il 1° gennaio, vietando di indicare il prezzo massimo di vendita sulla scatola, rende lo sconto praticato qualcosa di “discrezionale“. E potrebbe accadere ciò che capita con i saldi di fine stagione: il farmacista furbo potrebbe alzare il prezzo per poi praticare lo sconto. Potrebbe anche capitare che un farmaco erogato in servizio di guardia notturna, misteriosamente aumenti. Voi come potrete controllarlo, soprattutto se vi trovate in una emergenza? E se anche il farmacista farà lo sconto, sulla scatola non potrà indicare nulla, neanche la percentuale applicata. Perché? Gli sconti praticati al Coop vanno dal 20% al 35%. “Sono rimasti ma il modo di presentarlo è diverso: lo sconto gli viene detto a voce“ spiega Giovannini. Il cliente non può più controllare da solo quanto ha risparmiato. Questo è sbagliato e ci mette in forte disagio. Soprattutto ci colpisce in pieno: abbiamo costruito il rapporto con il cliente proprio grazie allo sconto e poi lo abbiamo sviluppato con i consigli. Il cliente – dice il farmacista – qui trova un medico che se necessario lo indirizza in farmacia per il farmaco mutuabile o dal medico di base“. Dunque un pugno sullo stomaco ad una buona sperimentazione. Inoltre le cose ora si fanno più complicate: sta al cliente chiedere il prezzo e lo sconto praticato, sperando che il farmacista abbia praticato il prezzo massimo vecchio! “Proprio per ovviare a questa legge e garantire ai nostri clienti il risparmio abbiamo esposto un avviso, forniamo tutte le informazioni del caso e pratichiamo prezzi bloccati in uso del 2007 – dicono alla farmacia Coop -. Avevamo preparato una tabella degli sconti, prendendo a riferimento il prezzo massimo ma non possiamo più esporla proprio per colpa di questa legge, ciò non facilita il consumatore“ commenta Giovannini. Chi trae vantaggio da tutto questo? “I titolari di farmacia: anche loro ora praticheranno gli sconti, come al supermercato, solo che il cliente non avrà modo alcuno di controllare il prezzo all`origine lo sconto che è stato fatto“ risponde il dottor Giovannini.

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