31 Gennaio 2008

Mister Prezzi indaga sulla carne

Mister Prezzi indaga sulla carne
Gli industriali di Una e Assica: nessuna speculazione, colpa degli aumenti delle materie prime

Tutti si aspettavano un primo intervento sul latte o sulla pasta. Invece “Mister Prezzi“ è sceso in campo contro i rincari della carne. La prossima settimana, infatti, il 6 febbraio, su una precisa segnalazione di “criticità“ da parte del Garante per la sorveglianza, Antonio Lirosi, il ministero delle Politiche agricole convocherà le categorie produttive del settore delle carni per analizzare le cause degli aumenti, in particolare quelli del pollame. Nel corso del 2007, secondo le associazioni dei consumatori, il prezzo al dettaglio delle cosce di pollo è salito a 5,5 euro il chilo (+12%), le braciole di maiale a 9,20 (+12%), le fettine di manzo a 16,80 (+11%) e la bistecca di vitello a 21,10 (+10%). Adusbef e Federconsumatori, quindi, chiedono di riportare i prezzi a livelli più accettabili anche perché “i rincari comporteranno un esborso per le famiglie italiane di 14 euro in più al mese, pari a 168 euro in più all`anno“. Intanto, aggiunge il Codacons, le fiammate dei prezzi hanno cambiato le abitudini alimentari degli italiani con un taglio ai consumi di carne bovina (-4%), suina (-7%) e di pollo (-6,5%). Il ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, smorza i toni e assicura che non ci sono speculazioni in corso. “Con Mister Prezzi e la task force voluta dal Governo è partita una ricognizione che noi proseguiremo ascoltando direttamente i produttori. Per il momento – sottolinea il ministro – non si segnalano allarmi ma vogliamo vederci chiaro e assicurare la massima trasparenza sia ai consumatori che alle imprese di settore“. Tuttavia, gli allevatori denunciano la forbice che si è creata tra i prezzi delle materie prime e i listini al consumo. Emblematico, per la Confederazione italiana agricoltori- Cia, il caso della carne suina che dalla stalla alla tavola aumenta del 540 per cento. “Oggi – sottolinea la Cia – i maiali made in Italy vengono pagati agli allevatori 1,2 euro al chilo, un terzo del prezzo praticato cinque anni fa. Al consumo, invece, la carne suina arriva mediamente a 7,7 euro il chilo“. La Coldiretti accoglie con soddisfazione l`intervento del Garante e contro questa moltiplicazione dei prezzi annuncia una manifestazione a Torino per il prossimo 3 febbraio. L`industria di trasformazione, tuttavia, si difende. “Porteremo al ministero tutta la documentazione necessaria – sottolinea il direttore dell`Unione nazionale avicoltura (Una), Rita Pasquarelli – per dimostrare che non ci sono state speculazioni. I mangimi pesano sui costi d`allevamento per il 60% e sono rincarati mediamente del 30-35%. Gli adeguamenti dei listini sono stati ragionevoli e, comunque, le carni di pollo restano ancora economiche e lo dimostra anche la crescita degli acquisti nel 2007 da parte dei consumatori“. Anche gli industriali delle carni (Assica) respingono le accuse e parlano solo “di adeguamenti dovuti al rincaro dei costi delle materie prime cerealicole e dei trasporti“.

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