31 Gennaio 2008

Il bianco è trendy ma la tinta resiste

Non è chiaro se è un vezzo, una civetteria, un tentativo di recupero d`identità delle cosiddette ragazze del `68 o solo un look che rompe lo stereotipo di immagini bionde e ramate in ciclostile. Certo è che aumentano le donne, di fama e di potere, con tagli raffinati, pettinature di classe su capelli sale e pepe o proprio candidi. Restando ancorate con ironia e grinta al loro ruolo sociale e professionale. Da oltreoceano il trend si allarga all`Europa, sulla scia di film come il “Diavolo veste Prada“ con Meryl Streep alias Miranda Presley, top manager del top della stampa fashion internazionale dal corto capello bianco. O “The Queen“ con la grigia quanto premiata Helen Mirren. Anche la cantautrice Joan Baez è approdata alla zazzera candida. A 48 anni trionfa l`ex top model Marie Sezner, direttrice a Parigi della maison d`alta moda di Christian Lacroix. Ancora in Francia, nel governo di Sarkozy, Christine Lagarde all`Economia, Michele Alliot-Marie agli Interni, non si preoccupano della loro immagine sale e pepe. Nuova filosofia di vita, nuova percezione di sé: il grigio argento sarà il leit motive della primavera-estate 2008 anche in Italia, anticipano gli esperti di tendenze. Siamo al contrordine: bianco è bello, basta con tinture e decolorazioni. “Io non mi tingo“ (“Going gray“, “Diventare grigi“, Cairo Publishing editore) è il titolo di un recente libro che sta spopolando negli Usa. le nuove formulazioni L`autrice, Anne Kreamer, giornalista di 47 anni racconta la decisione di lasciare ingrigire i suoi capelli dopo essersi vista terribilmente “finta“ in una foto coi capelli tinti. E di aver scoperto di poter essere sexy e giovane pur senza contrastare il naturale evolversi dei segni del tempo. In Italia, dice il Codacons, si tinge il 75 per cento delle donne (10 per cento dai 16 ai 24 anni, 26 per cento le 45-50enni, 25 per cento dopo i 55 anni). Quante sapranno dire di no? Anche e solo per moda? Se n`è fatta di strada dalle vecchie tinte, pesanti, che lasciavano i capelli aridi, spenti, stopposi, e le colorazioni attuali che rendono le chiome morbide e luminose. “C`è stata una ricerca consistente, un grosso impatto legislativo, molta innovazione, passando dal puro colore a un colore da trattamento“, conferma la cosmetologa Carla Scesa, università Siena e Urbino, “è cambiata la matrice, cioè la crema e l`eccipiente. Sono stati addizionati i siliconi, nuove molecole“. I meccanismi sono sempre due: la tintura diretta (senza acqua ossigenata) e quella a ossidazione. “Sono però cambiati gli ingredienti, molti sono stati messi fuori legge, altri continuano a essere in discussione. Ci sono ingredienti a rischio che tendono a essere limitati ma la loro mancanza dà risultati poco gradevoli di colore verdastro, spiga la docente. a casa e dal parrucchiere Si legge nel verdetto del test sulle tinture (sia permanenti che tono su tono) realizzato a fine ottobre 2007 da Altro Consumo, rivista dell`associazione per la tutela e difesa dei consumatori, che “ci sono ancora troppi allergeni e sostanze irritanti nella composizione delle tinture sul mercato: i produttori dovrebbero riflettere su questa nota dolente e utilizzare sostanze meno aggressive a parità di efficacia“. Sono state testate quattro marche (Garnier, L`Oréal, Sanotint, Testanera) e messe a confronto con le tinture vendute nei paesi del Nord Europa. “Queste ultime offrono una buona qualità pur impiegando un numero molto inferiore di sostanze a rischio“, fa notare Altro Consumo. Indispensabile la prova di tolleranza prima di colorare i capelli. Si applica una piccola dose di tintura nell`incavo del gomito e si aspetta qualche ora per verificare una possibile reazione cutanea. Test da fare sia dal parrucchiere che a casa. Ma non si fa mai… Invece potrebbe evitare brutte sorprese. L`irritazione primaria della cute è legata anche al ph molto elevato delle tinture. “E può scatenare irritazione e/o sensibilizzazione allergica soprattutto se il volume dell`acqua ossigenata e dell`ammoniaca è troppo alto“, spiega Carla Scesa, cosmetologa, università Siena e Urbino. Essenziale: isolare sempre il cuoio capelluto con un olio protettivo e rispettare rigorosamente i tempi di posa. Appena il colore “ha preso“, la tinta va rimossa risciacquando i capelli, assolutamente senza massaggiare per evitare l`assorbimento della tintura. Il massaggio della testa va bene subito dopo, durante lo shampoo, seguito da un risciacquo acido (con acqua e limone o acqua e aceto) per neutralizzare la parte e far richiudere le squame del capello. Se si è più sensibili meglio evitare di esporsi con la tinta applicata alle lampade riscaldanti: si velocizza la colorazione, ma si facilita pure l`assorbimento di sostanze irritanti. Se si tende ad avere problemi e si vogliono tingere i capelli a casa è meglio scegliere prodotti delle aziende più grandi: “in genere fanno precedere la vendita da uno screening. Le reazioni sono però sempre individuali. Il fai da te richiederebbe che la persona non abbia in partenza nessuna reazione d`intolleranza, allergia, irritazione perché altrimenti i tempi, le modalità, possono dare problemi. In ogni caso vanno seguite sempre tutte le avvertenze riportate in etichetta“, ricorda la cosmetologa. Stessi accorgimenti per meches e colpi di luce che sono comunque tinture, più schiarenti. Toccano meno la cute perché si comincia a stenderle poco dopo l`attaccatura dei capelli. ricerca Niente tinture né capelli bianchi: è la frontiera dei ricercatori dell`Università della Pennsylvania di Filadelfia. Studiando la caduta dei capelli per la chemioterapia hanno isolato la tyrosinasi, gene responsabile della colorazione e ora provano a inserire il gene nei follicoli umani insieme ai liposomi, le palline di grasso che se spalmati sulla chioma, la scuriscono. Se l`ipotesi funziona si potrà evitare la canizie senza il parrucchiere. in gravidanza Nei primi tre mesi di gravidanza e durante l`allattamento meglio evitare le tinture anche se, sottolinea Altro Consumo, questa indicazione non c`è mai in etichetta. Non ci sono studi che confermano o smentiscono possibili rischi ma si fa prevalere il principio di precauzione. moda Gli hair stylists pensano alla moda della prossima primavera estate. Mario Firriolo, di Torino, tra un back stage di moda e l`altro anticipa la tendenza di una collezione ispirata alla leggerezza di una piuma. Magari argentea. Spiega: “Tagli destrutturati per volumi, chiome sfilate, libere, capelli naturali in ogni momento della giornata. Colori luminosi e trasparenti, tonalità chiare vivacizzate da mèches. Per un`estate all`insegna del divertimento e della naturalezza“.

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