29 Gennaio 2008

Bankitalia: redditi fermi dal 2000

Bankitalia: redditi fermi dal 2000
Analisi dell`istituto sui bilanci familiari

Redditi fermi dal 2000, anche se per fortuna qualcosa si è mosso nell`ultimo biennio. Questo è il destino delle famiglie che vivono con il salario dei lavoratori dipendenti e che hanno visto i loro budget praticamente al palo (+0,96%) dal 2000 al 2006, periodo preso in considerazione dalla Banca d`Italia nella propria consueta indagine campionaria. Quel “quasi“ 1 per cento non vale che un “sostanzialmente stabile“, nel giudizio di Bankitalia. Ed è una realtà che, per le associazioni dei consumatori, è perfino “eccessivamente ottimistico nell`affermare che non c`è stata perdita nel potere d`acquisto delle famiglie“, osserva Codacons. Va meglio, invece, agli autonomi, i cui bilanci familiari sono cresciuti, nello stesso periodo del 13,8%. Il reddito medio delle famiglie è poco più alto di 2.600 euro al mese, ma una famiglia su due deve cavarsela con meno di 26.000 euro l`anno. Cresce dunque la forbice tra le famiglie che possono contare su un futuro più generoso e quelle che debbono far rientrare tutte le uscite sempre nella stessa busta paga, secondo l`analisi che prende in considerazione i dati riferiti al 2006 e comparati con la precedente rilevazione, che è del 2004. Per i lavoratori dipendenti poco incide che nell`ultimo biennio abbiano visto un incremento delle disponibilità economiche del 4,3% in termini reali, cioè includendo l`impatto del carovita. Questa crescita, che è pur un elemento d`assoluto interesse, però, secondo quanto rileva lo studio di Bankitalia finisce per “compensare soltanto in parte la riduzione osservata fra il 2000 e il 2004“. Dati preoccupanti, allora. E sufficienti per far tornare alla carica le organizzazioni sindacali. Che parlano di autentica “emergenza nazionale“ e sottolineano che si deve “intervenire al più presto ed è preoccupante – secondo quanto dichiara il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo – che la crisi di governo allontani questa prospettiva“. Per Cristina Ricci dell`Ugl il rischio è invece che “ancora una volta siano lavoratori e pensionati a pagare più di altri per le conseguenze della crisi“. E che rilanciare il potere d`acquisto dei lavoratori deve diventare una priorità nazionale lo hanno detto anche agli economisti del Fondo Monetario Internazionale in missione in Italia in questi giorni, Marisa Maulucci (Cgil), Pierpaolo Baretta (Cisl) e lo stesso Foccillo. Preoccupato anche il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero: “I dati della Banca d`Italia confermano quanto da tempo segnalato sulla distribuzione dei redditi in Italia. Di fronte a questo non posso che auspicare che il prossimo Governo, qualsiasi sia l`esito delle consultazioni in corso, porti avanti la scelta che abbiamo fatto con la Finanziaria 2008 di destinare l`extragettito ad abbassare le tasse ai lavoratori dipendenti ai pensionati“. Tornando ai dati di Bankitalia, e scendendo dal reddito delle famiglie a quello dei singoli, emerge che il reddito da lavoro dipendente è mediamente pari a 16.045 euro, +1,2% in termini reali. Per contro quello da lavoro indipendente è di 22.057 euro (-0,1%, rispetto al 2004). Nell`eterogenea categoria dei lavoratori indipendenti va meglio alle famiglie di artigiani e titolari di imprese familiari che hanno visto il loro reddito crescere dell`11,2% dal 2004 al 2006 rispetto ad altre tipologie, come i liberi professionisti per i quali addirittura l`andamento del bilancio è“negativo“. Non manca poi un riferimento a quelli che il ministro dell`Economia Tommaso Padoa-Schioppa definì i “bamboccioni“: il 73% degli italiani tra i 20 e i 30 anni vive con i genitori. Sotto i 30 anni, d`altronde, si dispone di un reddito infieriore ai 12.500 euro l`anno. Lorenzo Cresci 29/01/2008 ROMA. Una famiglia su 4 è indebitata. Se in termini assoluti il monte-debiti degli italiani è in gran parte assorbito dal mutuo casa (il 60%), sono di più le famiglie che chiedono prestiti per beni di consumo, dall`auto al divano (il 12,8% rispetto all`11,6% indebitato per la casa). Le spese per beni di consumo assorbono d`altronde il 92% dei budget con l`8% investito in beni durevoli. Sull`altra faccia della medaglia c`è l`Italia dei ricchi: c`è un 10% che, tra case e titoli finanziari, possiede il 45% della ricchezza di tutti gli italiani. Secondo l`indagine di Bankitalia le famiglie indebitate sono in crescita nel 2006: 26,1% rispetto al 24,6% del 2004. Più indebitati i nuclei dove ci sono lavoratori indipendenti (44,4%) rispetto a quelli dei dipendenti (33,6%). Una curiosità: c`è un 1,8% di famiglie che deve restituire soldi a parenti o amici


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