Poste nel caos, scoppia la polemica
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fonte:
- la Repubblica
Poste nel caos, scoppia la polemica quintali di lettere marciscono sotto la pioggia
I sindacati: fallimentare la riorganizzazione del servizio voluta dall`azienda
MILANO – Ci sono lettere datate 10 dicembre che sono ancora lì, ammassate nelle cassette di plastica. Ci sono decine di ceste di metallo stracolme di buste e pacchi mai spediti, sistemate alla bell`è meglio nei due piani del capannone. E anche nei sotterranei che, in teoria, dovrebbero essere sgombri come le zone antistanti le ascensori (c`è roba anche qui). Altri cumuli di corrispondenza giacciono all`esterno. Sono esposti alla pioggia e al gelo perché dentro non c`è più spazio. Per questo quintali di posta vengono danneggiate dalle intemperie, e la loro lavorazione diventa ancor più difficoltosa. Benvenuti a Milano Roserio, uno dei tre centri meccanizzati postali della Lombardia. Il capannone sorge di fronte al carcere di Bollate, hinterland milanese. Qui, ogni giorno, come accade negli altri due punti di snodo, Peschiera Borromeo e Brescia, viene lavorata la posta proveniente da tutta Italia e da tutta Europa. Gli addetti la dividono; poi la smistano nei centri di distribuzione sparsi nella Regione e quindi negli uffici postali. Ma, ultimamente, si va a rilento. Dai primi di dicembre la corrispondenza – “pregiata“ e non – si è accumulata ingolfando le operazioni di recapito. Grosse quantità di posta arretrata riempiono ormai ogni angolo dello stabilimento. Non si riesce a smaltire gli arretrati, e, di conseguenza si rallenta la movimentazione del “fresco“. Il tappo che un po` dappertutto in Italia sta provocando una paralisi del servizio di consegna di Poste italiane, nel terminale di Milano Roserio è particolarmente evidente. Colpa della riorganizzazione del servizio varata dall`azienda, sostengono i sindacati che la bollano come “fallimentare“. E anche, aggiungono, nel caso di Roserio, di una gestione del personale (1100 dipendenti) migliorabile. Sta di fatto che uno dei due Cmp milanesi da un po` di tempo è al collasso. “Piccole criticità in via di risoluzione“ le ha definite l`amministratore delegato di Poste italiane, Massimo Sarmi. I sindacati, in particolare Cisl Poste (che a Milano ha annunciato un altro mese di sciopero degli straordinari, dal 28 gennaio al 26 febbraio), parlano di un progetto riorganizzativo con molte pecche e dunque da rivedere. Di tagli di personale inutili, di zone di recapito rimaste scoperte. Il risultato a Roserio sono quintali di arretrati giacenti. Cartoni e contenitori di metallo zeppi di carta e pacchi. Qualche giorno fa in visita è arrivato il direttore regionale del controllo-qualità, Carmelo Calabrese. Un`ispezione ordinata da Roma. Ma evidentemente qualche cosa è sfuggito alle verifiche. Lo documenta lo stato in cui si trovano i locali del centro. Lo testimoniano, anche, le 200 tonnellate – raccomandate e bollette – che tra dicembre e gennaio si sono bloccate a Milano e provincia. Ieri Codacons, Adusbef e Federconsumatori hanno denunciato “i gravi problemi strutturali di Poste italiane“. “Le poste – affermano le associazioni – negli ultimi tempi si sono buttate nel business delle banche e dei telefonini, trascurando la loro missione principale, quella del servizio di recapito per il quale ricevono dal governo ingenti sovvenzioni“.
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