23 Gennaio 2008

Consegne, Poste sotto accusa

Scioperi dei dipendenti e degli autotrasportatori, difficoltà dovute alla neve. Sono queste le cause con le quali le Poste hanno motivato ai consumatori gli eventuali ritardi nella consegna di lettere e bollette. Comunque, sottolinea l`azienda, le cose vanno bene. Ma secondo i sindacati il modello organizzativo della consegna ha mostrato crepe e va corretto. E la prossima settimana si aprirà una sessione no-stop di confronto. I CONSUMATORI Adusbef e Federconsumatori stanno valutando l`ipotesi di una class action che sembra, però, una strada non facile da seguire, visto che questa pratica, spiegano, “non può essere intentata contro la pubblica amministrazione e bisogna valutare se le Poste rientrano in questa categoria, essendo una Spa a capitale pubblico“. “I problemi ci sono e sono strutturali: le Poste si sono lanciate nelle banche e nei telefonini, tralasciando la loro missione principale“, accusano i presidenti di Adusbef e Federconsumatori, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti. L`Adoc propone all`azienda la tracciatura dei prodotti postali. Continuano intanto a giacere nei depositi di Poste tonnellate e tonnellate di posta arretrata. IL SINDACATO Il modello di organizzazione del recapito postale “è sbagliato. C`è una situazione di sofferenza: da tre mesi ci sono disfunzioni gravi in varie regioni, con picchi in Lombardia“, spiega il segretario dell`Slp-Cisl, Mario Petitto, precisando che “il sistema di recapito di Poste ha rivelato crepe vistose non colmate“. Se l`azienda non deciderà di intervenire e, quindi di rompere con il sindacato, la situazione si “aggraverebbe ulteriormente. Noi la buona volontà ce la mettiamo, ma serve anche una grande disponibilità dell`azienda“. LE PRIME PROTESTE Proprio la Cisl ha annunciato uno sciopero degli straordinari dal 28 gennaio al 26 febbraio: uno stop che il Codacons chiede di sospendere, “almeno fino a quando non sarà recuperata e consegnata ai consumatori tutta la posta in giacenza. Altrimenti potrebbe essere ipotizzato il reato di interruzione di pubblico servizio“. Convinta che il modello organizzativo vada rivisto è anche la Slc-Cgil: secondo il segretario nazionale Riccardo Ferraro ci sono criticità nella copertura del servizio e nei carichi di lavoro. Il servizio, dice Ferraro, va articolazione meglio, “tenendo conto delle esigenze della clientela e del territorio“. ACCORDO DA RISPETTARE “Se c`è un problema occorre correggerlo, è inutile la conflittualità“, sostiene invece il segretario generale della Uilpost, Ciro Amicone. “Abbiamo fatto un accordo nel settembre 2006, importante per riformare la consegna della posta, in un`ottica di cambiamento degli usi e consumi della società. L`accordo è buono. C`è stata qualche sfasatura, stiamo cercando di rimediare“.

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