POSTE:ACCUSE DA SINDACATI PER RITARDI,CAMBIARE CONSEGNE
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fonte:
- Ansa
CONSUMATORI, AZIENDA E` PUBBLICA, CLASS ACTION DIFFICILE
(ANSA) – ROMA, 22 GEN – Scioperi dei dipendenti e degli
autotrasportatori, difficoltà dovute alla neve. Sono queste le
cause con le quali le Poste hanno motivato ai consumatori gli
eventuali ritardi nella consegna di lettere e bollette.
Comunque, sottolinea l`azienda, le cose vanno bene. Ma secondo i
sindacati il modello organizzativo della consegna ha mostrato
crepe e va corretto. E la prossima settimana si aprirà una
sessione no-stop di confronto con in sindacati per valutare la
disponibilità dell`azienda a rivederlo. Adusbef e
Federconsumatori stanno valutando l`ipotesi di una class action
che sembra, però, una strada non facile da seguire, visto che
questa pratica, spiegano, “non può essere intentata contro la
pubblica amministrazione e bisogna valutare se le Poste
rientrano in questa categoria, essendo una Spa a capitale
pubblico“.
“I problemi ci sono e sono strutturali: le Poste si sono
lanciate nelle banche e nei telefonini, tralasciando la loro
missione principale“, accusano i presidenti di Adusbef e
Federconsumatori, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti. L`Adoc,
per cercare di fronteggiare i ritardi nelle consegne, propone
all`azienda la tracciatura dei prodotti postali. Continuano
intanto a giacere nei depositi di Poste tonnellate e tonnellate
di posta arretrata. Il modello di organizzazione del recapito
postale “é sbagliato. C`é una situazione di sofferenza: da
tre mesi ci sono disfunzioni gravi in varie regioni, con picchi
in Lombardia“, spiega il segretario dell` Slp-Cisl, Mario Petitto, precisando che “il sistema di recapito di Poste ha
rivelato crepe vistose che Poste non ha colmato“. Se l`azienda
non deciderà di intervenire e, quindi di rompere con il
sindacato la situazione si “aggraverebbe ulteriormente. Noi la
buona volontà ce la mettiamo, ma serve anche una grande
disponibilità dell`azienda“. Proprio la Cisl ha annunciato uno
sciopero degli straordinari dal 28 gennaio al 26 febbraio: uno
stop che il Codacons chiede di sospendere, “almeno fino a
quando non sarà recuperata e consegnata ai consumatori tutta la
posta in giacenza. Altrimenti potrebbe essere ipotizzato il
reato di interruzione di pubblico servizio“.
Convinta che il modello organizzativo vada rivisto è anche
la Slc-Cgil. Il confronto fra sindacati e Poste “é aperto. La
prossima settimana si aprirà una sessione no-stop per capire se
l`azienda vuole correggere le cose che non vanno – spiega il
segretario nazionale Slc-Cgil, Riccardo Ferraro – Se l`azienda
non fosse disponibile a rivedere le cose che non vanno sarebbe
un bel problema e noi saremmo costretti a valutare azioni
conseguenti“. “Come Slc-Cgil – spiega Ferraro – abbiamo più
volte evidenziato le criticità del nuovo modello organizzativo
con particolare riferimento alla copertura del servizio, alla
perequazione nei carichi di lavoro, ad una diversa articolazione
nel servizio medesimo anche in relazione alle esigenze della
clientela e del territorio“.
“Se c`é un problema occorre correggerlo, è inutile la
conflittualità“, sostiene invece il segretario generale della
Uilpost, Ciro Amicone. “Abbiamo fatto un accordo nel settembre
2006: un accordo importante per riformare la consegna della
posta, in un`ottica di cambiamento degli usi e consumi della
società. L`accordo, che è buono e di cui io continuo a
difendere la bontà, è stata una rivoluzione – aggiunge Amicone
– In alcune occasioni, credo però che sia venuta meno
un`oculata applicazione dell`accordo. C`é stata qualche
sfasatura, alla quale stiamo cercando di rimediare. Se le cose
non funzionano vanno apportati dei correttivi“.(ANSA).
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