23 Gennaio 2008

Scandalo Parmalat , in aula la rabbia dei truffati

Scandalo Parmalat, in aula la rabbia dei truffati
Al via il processo contro Citigroup, Deutsche Bank Morgan Stanley, Ubs

Rabbia, “Sono ancora incazzato e non ho nessuna intenzione di calmarmi“. Il signor Carlo, impiegato, è arrivato da Torino per assistere all`udienza del processo a carico di Citigroup, Deutsche Bank, Morgan Stanley e Ubs e di loro nove funzionari, per il più grande crack della storia finanziaria in Europa, quello della Parmalat. Il buco del colosso agroalimentare ammontava infatti a circa quattordici miliardi di euro. Il signor Carlo è uno dei quarantamila piccoli risparmiatori che ieri hanno chiesto di costituirsi parte civile: “In quel buco ci sono anche i miei ventimila euro“ spiega agitando le mani “ed in qualche modo spero ancora di riaverne indietro almeno una parte. È una vergogna quello che è successo, un`autentica vergogna“. Ieri non è stato come il primo giorno dell`udienza preliminare, quando al Palazzo di giustizia milanese si presentarono a centinaia per far valere i propri diritti. A rappresentarli c`erano i loro avvocati, che hanno depositato le circa quarantamila richieste. Verranno discusse a partire dal prossimo 7 marzo, data a cui il processo è stato aggiornato. Il solo professor Carlo Federico Grosso rappresentava 32.000 risparmiatori riuniti nel “Comitato San Paolo“. Gli avvocati ieri erano talmente tanti, una sessantina, che per il processo è stata messa a disposizione l`aula più ampia della Corte d`assise d`appello del Tribunale milanese. “Almeno l`aula va bene“ commentava Cesare Pavesi, 71 anni, quarant`anni passati a guidare un taxi, arrabbiato ed indignato. Spiega di aver “perso ben 48.000 euro, dei 78.000 investiti in obbligazioni Parmalat, su consiglio della mia banca, e andati in fumo. Una volta andare in banca era come andare in chiesa, adesso non è più cosi. Ci hanno rifilato un`incredibile fregatura, spero che qualcuno paghi per questo e spero di ottenere indietro qualche soldo“. L`avvocato Grosso spiega a riguardo che “i risparmiatori devono continuare ad avere molta fiducia: speriamo di arrivare a delle proposte transattive nel corso di questo giudizio, delle proposte che siano vantaggiose per chi ha perso molto nel fallimento del gruppo parmense. Mi auguro che il processo vada avanti speditamente, al di là delle solite difficoltà iniziali. Sono certo che il collegio cercherà di stringere i tempi. Il rischio della prescrizione c`è anche se per gli illeciti amministrativi contestati alle banche (la violazione della legge 231 del 2001, ndr) non ci può essere scadenza“. La prescrizione è invece contemplata per il reato di aggiotaggio di cui sono accusati 9 funzionari di istituiti di credito. La difficoltà per i consumatori e le loro associazioni (tra queste Codacons e Adusbef) sarà però quella di costituirsi contro le banche indagate in base alla legge 231 del 2001, norma che impone alle società di costituire modelli organizzativi per prevenire gli illeciti. Mentre è scontata la loro possibilità di costituirsi contro le nove persone fisiche, non esistono a Milano precedenti favorevoli ai risparmiatori contro le aziende. Ricordiamo come le loro richieste di costituzione di parte civile siano già state rigettate dal gup Cesare Tacconi durante l`udienza del troncone principale del procedimento sul crack di Collechio, che vede imputati Calisto Tanzi e l`ex management di Parmalat. I legali hanno comunque depositato la trascrizione dell`intervento del pm Eugenio Fusco, in cui veniva sollecitato l`ingresso nel processo dei consumatori contro le banche nel caso Antonventa. Anche in quella situazione però il giudice aveva detto no, ma i consumatori confidano in due decisioni prese a Torino e a Roma. Oggi intanto è previsto l`inizio del processo per un altra banca accusata di aggiotaggio, Bank of America. È probabile che la posizione e dell`istituto di credito sia riunita a quella degli altri quattro.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this