23 Gennaio 2008

Bari: posta fantasma, la città in rivolta

Bari: posta fantasma, la città in rivolta
Quattro quartieri nel caos, ieri altre cento adesioni alla class action

In Via Amendola due giorni sì e due no. In via Carafa, invece, prima era una volta ogni dieci, quindici giorni. Ora invece sembra andare meglio. “E lo sa perché?“, dice Sonia Romito che è avvocato pignolo, deciso. “Dopo che ho minacciato esposti alla procura, dopo che per giorni sono andata io personalmente a rovistare nei sacchi della posta al centro di smistamento, il direttore delle poste ha cambiato il nostro postino: prima a turno giravano precari, ora è arrivato uno con venti anni di esperienza. E la differenza per il momento si vede“. A Bari così come in mezza Italia il servizio della posta è completamente in tilt. A Picone, Poggiofranco, San Pasquale, in alcune zone di Palese la posta arriva male, a singhiozzo oppure non arriva proprio. Ritardi ciclopici, mancate consegne. “Siamo in una fase di riorganizzazione, ma le cose nelle ultime settimane sembrano andare meglio“ assicurano dalle Poste. Gli utenti però non sembrano essere completamente d`accordo: solamente ieri sono arrivate un centinaio di adesioni da Bari e provincia all`associazione dei piccoli comuni che sta verificando l`opportunità di proporre una class action (la legge lo permette da giugno) contro le Poste per i disagi causati dal servizio recapito. “La situazione è complicata, a Bari e in Puglia così come in molte parti d`Italia“ spiega Nico Di Ceglie, responsabile del settore Poste per la Cgil. “Il caos è frutto degli accordi non rispettati dall`azienda sul personale dopo la riorganizzazione del settore: i vecchi portalettere sono finiti a lavorare in ufficio. E per strada ci sono ragazzi inesperti e con contratti a tempo determinato: una malattia rischia di mettere in ginocchio un intero quartiere“. Secondo i sindacati, infatti, le scorte, il personale di riserva, ci sono ma non abbastanza: rappresentano il 12-14 per cento della forza lavoro, troppo poco per coprire le nuove macro aree. La zona di Bari e provincia è divisa in 670 zone di recapito, c`è un postino per ciascuna area. A Bari città ce ne sono all`incirca 200. Oggi i sindacati hanno in calendario una riunione con l`azienda per verificare cosa è stato fatto e cosa no rispetto all`accordo dello scorso anno e prendere immediatamente le giuste contromisure. Il problema però non riguarda soltanto la zona di Bari. Ieri, per esempio, sono arrivate nuove proteste dal Subappennino dauno e dalla provincia di Foggia: al sindaco di Roseto Valfortore, Lucilla Parisi, è arrivata soltanto ieri la convocazione della Regione per una riunione di indirizzo che si era tenuta lunedì. “Uno scandalo dice lei“. Il Codacons di Lecce ha invece presentato una diffida contro le Poste in seguito a numerose segnalazioni su disservizi nella consegna della posta nel Salento, in particolare a Torre San Giovanni, e alcune zone di Ugento. L`associazione dei consumatori ha chiesto all`azienda “un immediato riavvio del servizio, in caso contrario inizieramo – dicono – un`azione inibitoria secondo il codice del consumo“. Il problema non riguarda soltanto la posta tradizionale. Ma anche bollette del telefono, gas e della luce: proprio l`Enel sta valutando di non far pagare more in questo periodo, vista la difficoltà nel recapito. Per risolvere proprio questo problema l`Adoc propone “l`adozione di un sistema di tracciatura idoneo a evitare che gli eventuali ritardi nella consegna di bollette, fatture e pacchi non ricadano sulle tasche dei cittadini, che ad oggi si vedono addebitare interessi di mora a loro non imputabili. In questo modo si potrebbe facilmente individuare chi non ha rispettato i tempi durante la trasmissione del prodotto e agire di conseguenza“.

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