22 Gennaio 2008

Presentato da Rutelli alla Bit 2007 aveva avuto finanziamenti per 45 milioni

Roma. Annunciato dall`allora ministro per l`Innovazione Lucio Stanca il 31 marzo 2006, rilanciato in una versione sperimentale e presentato alla Bit 2007 dal vicepremier con delega al turismo Francesco Rutelli, definito “irrecuperabile“ e segnalato alla Corte dei conti dallo stesso ministro nell`ottobre successivo, il portale Italia.it ha chiuso infine i battenti. Dopo quasi due anni di vita stentata e claudicante, almeno a giudicare dalle critiche giunte da utenti e operatori, ma in cui l`impresa ha comunque assorbito almeno sette dei 45 milioni di euro stanziati per un progetto che doveva garantire al Bel Paese la vetrina digitale indispensabile per recuperare le quote perdute sul mercato turistico mondiale. Ieri la conferma, da parte del capo dipartimento Innovazione Ciro Esposito, di una notizia che era nell`aria già da tempo: dopo un`ultimo periodo di ripensamento, e scaduto il 31 dicembre il contratto con un raggruppamento di imprese guidato da Ibm, dal primo gennaio sono state avviate le procedure di chiusura. Benché annunciata da tempo, la notizia ha suscitato varie reazioni critiche da parte del centrodestra che chiede a questo governo di rispondere dei fatti (“Il ministro Rutelli è il curatore fallimentare del turismo italiano“, accusa l`esponente di An Nicola Bono), mentre il Codacons ha annunciato un proprio esposto alla Corte dei Conti. Tanto che l`ufficio stampa di Rutelli ha diffuso una nota per invitare chi cercasse “responsabilità per l`inefficacia della soluzione tecnologica e l`incongruità dei finanziamenti“ a rivolgersi “al governo della passata legislatura“. Intanto Rutelli già individua nell`Enit – dove sono presenti congiuntamente Stato e Regioni – l`ente candidato a raccogliere l`eredità di Italia.it per farne un portale più aggiornato ed efficiente.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this