16 Gennaio 2008

Pane e gasolio svuotano il portafoglio

INFLAZIONE: ARRIVA MISTER PREZZI
Pane e gasolio svuotano il portafoglio

ROMA – L`inflazione a dicembre è salita al 2,6\% dal 2,4\% di novembre. Lo comunica l`Istat confermando la stima preliminare. I prezzi, su base mensile, sono aumentati dello 0,3\%. Con lo scatto di dicembre, l`inflazione si è portata ai massimi da ottobre 2003 (2,6\%). Nell`anno il tasso è stato dell`1,8\% contro il 2,1\% del 2006.Il balzo dell`inflazione a dicembre è dovuto soprattutto alle tensioni sui prezzi dei prodotti energetici e del comparto alimentare.In particolare tra i prodotti alimentari sono ancora una volta pane e pasta i principali imputati dei rincari. Il pane registra un incremento dei prezzi del 12,6\% rispetto a dicembre 2006 e la pasta dell`8,6\%. Corrono anche i prodotti del gruppo latte, formaggio e uova, con un incremento del 5,8\% su dicembre 2006, mentre la carne registra un +3,5\% e la frutta un +4,8\%.Aumenti a due cifre per i carburanti: la benzina sale dell`11,6\% e il gasolio del 15,3\% rispetto a dicembre 2006. Notizie positive invece per quanto riguarda i prezzi dei medicinali (-2,7\%) degli apparecchi telefonici (-7\%) e delle tariffe aeree (-1,7\%).In questo scenario in cui ormai le famiglie italiane hanno difficoltà reali a chiudere il “budget della terza settimana“, il presidente del Consiglio, su proposta del ministro dello Sviluppo economico, ha nominato Antonio Lirosi, attuale capo dipartimento dello stesso dicastero, “mister prezzi“.Con l`effetto dei prezzi il 75\% delle famiglie italiane ha cambiato abitudini alimentari, con oltre la metà che ha variato il tipo di prodotti acquistati, mentre è anche aumentata l`attenzione riposta nella lettura dell`etichetta e quella alla provenienza dei cibi a favore di quelli locali. È quanto afferma la Coldiretti in riferimento all`inflazione che assegna all`alimentare e alle bevande il più elevato aumento tendenziale. Si tratta di una tendenza destinata a consolidarsi nel 2008 per il quale, secondo il World Economic Forum (WEF) di Davos, la riduzione della disponibilità alimentare con l`aumento dei prezzi è indicata insieme alla crisi del petrolio, alla recessione Usa e alla globalizzazione dei rischi tra le minacce per l`economia mondiale da qui a dieci anni.Le riserve alimentari globali – riferisce la Coldiretti – sono ai livelli più bassi degli ultimi 25 anni e le forniture mondiali sono particolarmente esposte a crisi e disastri naturali con l`accentuazione dei fattori che provocano insicurezza alimentare come la crescita della popolazione, la modifica degli stili di vita, i biocarburanti e i cambiamenti climatici. Il Codacons, da parte sua, ritiene indispensabile far rientrare al più presto l`inflazione e intervenire con ogni strumento per ridurre i prezzi nel comparto alimentare e in quello energetico.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this