I consigli principali degli esperti: se sepolti respirare con il naso e cercare di “nuotare“
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fonte:
- Il Mattino
Per salvare la vita ad un escursionista travolto da una valanga sono cruciali i primi 15 minuti. Gli esperti di alpinismo hanno, infatti, rilevato che se il sepolto è ritrovato entro un quarto d`ora, la probabilità di essere ritrovato vivo supera addirittura il 90 per cento, dopodichè questa probabilità si riduce in modo drastico nei momenti successivi. In particolare la persona coinvolta nell`incidente (che di solito si trova a non oltre uno o due metri sotto la neve) rischia di morire per asfissia lenta, associata ad ipotermia ed arresto cardiaco. Tenere la bocca chiusa e respirare con il naso: questo è il primo consiglio da tenere se si rimane coinvolti da una valanga. Su come reagire in questi casi i suggerimenti sono contrastanti, tra l`assumere una posizione rannicchiata, oppure cercare di nuotare e creare così una camera d`aria (la sopravvivenza in questo caso può durare fino a 45 minuti). Fondamentale comunque, è ritenuto dagli esperti di alpinismo, il ruolo dell`Arva (dispositivo radio di ricerca in valanga) – di cui l`escursionista dovrebbe essere sempre dotato insieme alla pala, alla sonda e al telo termico – che può ridurre i tempi del ritrovamento e che il Codacons vorrebbe diventasse obbligatorio indossare. Importante anche il comportamento dei compagni della vittima che dovranno immediatamente avviare la ricerca con l`Arva, cercare di liberare la testa e il torace del malcapitato e proteggerlo il più possibile dall`assideramento. Secondo il Cai il 95% degli incidenti sono provocati dagli stessi escursionisti travolti.
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