12 Gennaio 2008

Class action, chi affila le armi

Tutela del risparmio. Chi farà l`azione collettiva
Class action, chi affila le armi

Come si stanno attrezzando le associazioni per affrontare le controversie H a cominciato l`Adusbef, presieduta da Elio Lannutti, che ha commissionato a due avvocati di grido Ugo Ruffolo (civilista) e Alfredo Galasso (penalista), il compito di studiare la prima azione collettiva nei confronti delle banche per la nota questione dell`anatocismo. Ma altre frecce sono nella balestra della battagliera associazione che da anni è in prima fila nella protezione dei clienti di banche, assicurazioni e società quotate. Uno dei dardi è il caso Parmalat, ma non mancano certo altri nodi da sciogliere nell`intricata e spinosa giungla delle patologie bancarie e finanziarie. Va detto però, per mitigare le aspettative dei molti “scottati“, che qualunque azione non potrà concretizzarsi prima del prossimo primo di luglio e che quindi molte associazioni contano sull`effetto annuncio, utile a preparare il terreno sul piano mediatico, forse meno a raggiungere risultati in tempi rapidi. Del resto questa è la tempistica della nuova normativa sull`azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori voluta dal disegno di legge elaborato da Pierluigi Bersani, ministro dello Sviluppo economico e introdotta nella legge finanziaria 2008 (articolo 2 commi 445-449). Ma non mancano gli aspetti critici a questo impianto legislativo. Alcuni dei quali sottolineati con forza da Paolo Landi, presidente dell`Adiconsum: “Noi più che lavorare per cominciare a esercitare azioni collettive, stiamo lavorando per modificare una normativa che non ci piace affatto – spiega Landi – in primo luogo ciò che non va è la procedura di conciliazione tra le imprese e le associazioni che si presenta macchinosa e troppo lunga per produrre risultati concreti. Ma soprattutto – aggiunge Landi – ciò che non può essere accettato è il principio della non esecutività delle sentenze emesse dai Tribunali che al contrario, secondo la legge, sono di mero accertamento di un diritto. E anche rispetto a un mero accertamento di un diritto è possibile ricorrere in appello da parte delle imprese“. Insomma per Landi è l`impianto della norma non rendere possibile un`applicazione dinamica della legge. Altre associazioni, nel frattempo, si stanno attrezzando per reclutare specialisti in grado di intervenire tempestivamente sulle possibili class action: Il Codacons, di Carlo Rienzi, sta promuovendo una serie di corsi di aggiornamento da impartire ai circa 350 legali che agiscono insieme all`associazione. E altrettanto sta facendo la Federconsumatori guidata da Rosario Trefiletti. Massimo Cerniglia, consulente legale nazionale della Federazione punta l`accento sulla cautela che dovrà essere adottata dalle organizzazioni per mettersi al riparo dai rischi di strumentalizzazione nei confronti delle aziende con cui si incroceranno i codici : “Andrà prestata ogni possibile attenzione per evitare di sprecare la cartuccia più importante: la credibilità di chi tutela i consumatori, quindi bisognerà evitare assolutamente di assumere atteggiamenti ambigui e poco cristallini “. E insieme alle iniziative di studio intentate da Confconsumatori, Adoc, dal Movimento di difesa del cittadino, ne spicca una di particolare attualità: quella di Cittadinanzattiva, che sta valutando l`ipotesi di un`inziativa relativa alla situazione dello smaltimento dei rifiuti a Napoli e provincia.

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