Ma la media dell`anno appena chiuso è migliore rispetto a quella del 2006
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fonte:
- Corriere delle Alpi
Dicembre nero, allarme inflazione
Balzo record di carburanti e alimentari. Mille euro di spese in più? E a gennaio potrebbe andare peggio. Giù solo farmaci e telefoni
MILANO. I prezzi del petrolio ormai impazziti provocano rincari in tutti i comparti e i dati dell`inflazione di dicembre sono davvero allarmanti. L`Istat rileva che i prezzi, in media, sono aumentati del 2,6% su base annua rispetto al mese di dicembre 2006, il massimo dall`ottobre del 2003. Consola, invece, il dato medio dell`inflazione nel 2007: si è attestata all`1,8% contro il 2,1% del 2006. Però, a parte la media annua, a spaventare sono le cifre dell`ultimo mese. Infatti dimostrano che il caro vita ha decisamente rialzato la testa. La spinta maggiore è venuta dagli aumenti dei carburanti e dei generi alimentari. I rincari boom sono del pane (un picco di +12,3%) e del gasolio (+15,4). Balzo in avanti anche per i prezzi di bar e ristoranti, in crescita del 3,5%. Però non sono le spese voluttuarie a scombinare i conti delle famiglie italiane. Stavolta i rincari riguardano generi difficilmente eliminabili nell`ambito della spesa. Il pane e i cereali accelerano del 7,5% rispetto a dicembre 2006, con la pasta che sale dell`8,4%. Il segmento latte, formaggi e uova fa registrare un aumento su base annua del 5,7%, con il latte che da solo sale del 7,6%. La carne segna un aumento medio del 3,5%, ma è il pollame che si impenna del 7,3%. Aumenta, in media, anche la frutta (+4,8%). E poi i rincari nel comparto energia non lasciano ben sperare. La benzina cresce dell`11,6% su base annua, il gasolio del 15,4%. I combustibili da riscaldamento salgono, da dicembre 2006 a dicembre 2007, del 13%. C`è qualche notizia positiva. Scende (-2,7%) il prezzo dei medicinali e quello (-7%) degli apparecchi telefonici. Passando ai servizi, una spinta all`inflazione arriva dai prezzi di bar e ristoranti, saliti del 3,5%. Poi c`è un 4% in più per far riparare l`auto in officina; costano il 3,6% in più i servizi medici mentre si registra un calo (-1,7%) delle tariffe aeree. A trascinare i prezzi in tutti i comparti sono i rincari dei carburanti perchè le merci vengono tutte spostate tramite camion. Le associazioni di consumatori sono sul piede di guerra. L`Adusbef dice che “il tasso di inflazione è decisamente più alto, ben oltre la soglia del 3% (attorno al 3,5% su base annua), con maggiori spese di 994 euro per famiglia“. L`Adiconsum invoca un provvedimento del governo per controllare i prezzi e adeguare i salari, per evitare un calo dei consumi. Il Codacons spiega che, di questo passo, il numero delle famiglie in stato di povertà potrebbe raddoppiare, raggiungendo i 5 milioni. Molti i commenti dopo la pubblicazione dei dati Istat. L`Isae vede un gennaio ancora peggiore, a causa dell`aumento, già in atto, di alcune tariffe (canone Rai, luce, gas e autostrade). Il ministro Bersani spiega che “ci sono tre cose da fare: bloccare i comportamenti speculativi, approvare nuove norme di liberalizzazione e raffozare i redditi da lavoro“. Dello stesso avviso il ministro Ferrero: “Aumentare i redditi e le pensioni medio-basse e trovare un accordo con la grande distribuzione per bloccare i prezzi per tutto il 2008“. Per Bonanni (Cisl) “mentre il medico studia, il malato muore“. “Chiediamo al governo che nell`incontro dell`8 gennaio si parli di politica dei redditi“, dice. Per Sacconi (Forza Italia) i salari sono bassi perchè la Cgil e la sinistra comunista “pretendono il livellamento egualitario che penalizza chi è interessato a lavorare meglio per guadagnare meglio“. “Il lavoro straordinario – dice – e i premi di produttività devono essere sottratti alla tassazione progressiva“.
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